Stampa assente. Alcuni giorni fa pubblicammo che alcuni giudici del tribunale di Ascoli Piceno erano stati indagati per truffa e abuso di ufficio in seguito a querela-denuncia da parte del titolare della Panichi Spa di Centobuchi, Alberto Panichi, ora spogliato di tutti i beni in seguito al fallimento di una delle aziende picene più conosciute negli anni ‘80-’90. La sede si trovava nella zona industriale monteprandonese ed era una meta molto frequentata da avvocati, bancari ed anche dagli ambienti sportivi in quanto, con il marchio Blooming, aveva sponsorizzato la Samb emergente di quegli anni. Perchè torno oggi sulla notizia? Perché, contrariamente a quanto immaginavo, le cosiddette pagine locali di testate nazionali gravitanti nella nostra zona non avevano minimamente trattato l’argomento nè (e qui la colpa è ancora maggiore) dato la notizia in modo semplice e crudo. L’ho saputo soltanto ieri e la cosa mi ha un po’ meravigliato. Non moltissimo perché non è la prima, e purtroppo non sarà l’ultima volta, che il popolo della Riviera viene tenuto all’oscuro o informato malissimo (addirittura al contrario ai tempi di Venturato) di fatti che meriterebbero di conoscere. Da qui la mia rabbia per la mancanza di un quotidiano locale che rappresenti e difenda concretamente il nostro territorio. Se non è comprensibile l’omertà per un semplice cittadino figuriamoci per quella giornalistica. Fa più notizia un cane che morde un uomo e non un uomo che morde il cane. A buon intenditor poche parole. Per favore smentitemi.
Soldini voto 6. Per quello che ha detto, il co-presidente della Samb (l’altro è ancora Umberto Mastellarini), Alberto Soldini, meriterebbe un dieci con lode. “La Samb diventerà una società super organizzata, rifonderemo il settore giovanile dopo che Mastellarini l’ha fatto ripartire da zero, porterò la Samb in serie A con un programma che va dai 3 ai 5 anni?. Cosa chiedere di più dopo un periodo in cui la squadra rossoblu si sta dimostrando la più debole di tutta la serie C, girone A. Fermana, Martini e Scandurra a parte. Perché allora gli do soltanto la sufficienza? Perché la prudenza non è mai troppa per chi è rimasto scottato da Venturato, Agnello, Di Stanislao ecc.. . Non nomino Gaucci perché il patron romano (anche lui della capitale come Soldini) ha fatto in pieno (quasi) il suo dovere: due promozioni di fila non sono poche. Dopo i primi due anni di presidenza, quindi senza perdere tempo. Ripetesse la stessa impresa Soldini, la Samb si troverebbe fra due anni in serie A, parola magica che non ha avuto paura di pronunciare di fronte ad una gremita sala stampa. La sua prima uscita assomiglia molto a quella di Luciano Gaucci presso il ristorante Da Chichibio. Come Soldini, Lucianone disse «Imprenditori locali? Io basto e avanzo». Come Soldini disse che per la Samb non poteva limiti, anche la massima serie. Le differenze e forse le più importanti sono che:
1) il settore giovanile sarà prioritario per la crescita di tutta la società, sin da domani.
2) sarà spesso presente in città e non, una volta ogni sei mesi, come Luciano Gaucci e figlio

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