SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sapete quello che dovete fare?. Era stato di poche parole Alberto Soldini, prima dell’inizio della gara tra la Samb e la Pro Patria, entrando nello spogliatoio rossoblu. Il futuro presidente rivierasco aveva chiesto i tre punti alla squadra. Martini e soci non lo hanno accontentato, pur seguendone alla lettera il consiglio. Tradotto: hanno fatto quello che sanno fare, almeno da qualche partita a questa parte, ovvero buttare via un risultato praticamente acquisito.
Due sconfitte e due pareggi negli ultimi quattro incontri. Cinque i punti sotto la gestione Zecchini in altrettante esibizioni. Le ultime due gare casalinghe hanno riservato lo stesso copione ai fedelissimi del Riviera: un doppio vantaggio gettato alle ortiche per le consuete, scellerate, schizofreniche disattenzioni della difesa più perforata della serie C (29). Di più: latita il carattere, quell’animus pugnandi che invece dovrebbe costituire il primo comandamento di un organico che detiene indubbie lacune, specie di tipo tecnico.
Non è bastato ritrovare la coppia gol tra le più prolifiche del girone (10 reti in due), che gioiva nuovamente dopo essere rimasta a secco per diverso tempo. Scandurra non gonfiava la rete dal derby contro la Fermana dello scorso 9 ottobre, mentre Martini – che merita una tiratina d’orecchi per l’esultanza polemica nei confronti del pubblico del Riviera; l’ennesimo segnale che il rapporto col pubblico nostrano è a dir poco compromesso – andava in bianco dal 23 ottobre, quando il suo guizzo decise la sfida al cospetto del Lumezzane, nel giorno dell’esordio sulla panchina rivierasca di Luciano Zecchini.
Una Samb che pure, va detto, al termine della prima frazione di gioco non era degna del vantaggio conseguito e che nell’analisi generale dell’incontro non avrebbe meritato nulla più del punto che alla fine ha incamerato. La squadra di Discepoli ha palesato una superiorità di organizzazione e di tenuta atletica a tratti imbarazzante. Valtolina sulle corsie esterne, come pure gli avanti Temelin e Artico, hanno fatto vedere i sorci verdi alla retroguardia marchigiana, peraltro mai sorretta in maniera adeguata da un centrocampo che coi soli Faieta e De Rosa (Yantorno, nel ruolo di attaccante aggiunto ha fatto un po’ di confusione), è parso in affanno al cospetto dei ‘colleghi’ biancoblu.
Al triplice fischio di chiusura dell’arbitro – a proposito: non ha convinto appieno la decisione del signor Zonno di punire con la massima punizione il mani di Femiano – è arrivato un pareggio che mai sino ad ora era stato messo a referto nelle precedenti sfide tra marchigiani e bustocchi. Un punto che però in casa Samb equivale ad una sconfitta e che, dichiarazioni di Soldini a parte, contribuisce ad ingigantire le preoccupazioni in merito alle prossime quattro partite – peraltro da sorbirsi nello spazio di dieci giorni – quelle, per intenderci, che dividono i rossoblu dall’atteso (e provvidenziale?) mercato di riparazione.
Genoa, Pro Sesto, Giulianova e Padova è quanto di peggio potesse capitare alla squadra di Zecchini. In primis la capolista. Non a caso. Ancora imbattuto, il Grifone vanta la migliore difesa del torneo (4) e soprattutto in casa non ha ancora incassato gol.
RIPRESA. La Samb riprenderà domani pomeriggio la preparazione in vista delle difficile trasferta di Genova. Sempre domani il Giudice Sportivo di terza serie squalificherà Fabio Femiano, espulso ieri (somma di ammonizioni) in seguito all’episodio che ha procurato il rigore del 3-3 a favore della Pro Patria. A tal proposito segnaliamo che la compagine marchigiana continua a detenere il triste primato di squadra tra le più cattive (peggio hanno fatto solo Novara e Padova) della divisione A con 5 rossi e 34 gialli all’attivo.
In Liguria tornerà a disposizione Perrulli, che ieri ha scontato il turno di stop maturato contro il Pizzighettone, mentre dovranno essere valutate le condizioni del portiere Domenico Di Dio, uscito anzitempo per un infortunio alla spalla. Al Ferraris continueranno peraltro ad essere indisponibili i lungodegenti Tedoldi e De Pascale.

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