SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Margherita vara la rivoluzione di dicembre. Finisce l’era Manfroni e inizia quella degli inossidabili Franco Paoletti e Alberto Cameli. L’Ufficio di presidenza del partito sfiducia il segretario comunale (con 22 voti su 30), lancia alla guida del partito una commissione composta da sei saggi, capitanata da Vinicio Liberati (Antimo Di Francesco, Nicolino Cameli, Francesco Rossi, Giulietta Capriotti e Alessandro Zocchi gli altri componenti), e si affida ai buoni uffizi di Franco Paoletti, nominato nuovo portavoce, per mettere a tacere ogni ‘spiffero’ e per condurre le trattative elettorali con le altre forze dell’Unione.
La svolta è stata ufficializzata in un documento stilato dai firmatari della sfiducia ed illustrata dallo stesso Paoletti e da altri rappresentanti del partito nel corso di una conferenza stampa.
“Negli ultimi tre anni siamo stati un partito fantasma – spiega Paoletti- non si poteva continuare ancora su questa linea. I deludenti risultati ottenuti alle passate elezioni regionali hanno rappresentato solo l’ultimo capitolo di una vicenda che si è protratta per troppo tempo?.
Per il presidente dell’Assemblea regionale della Margherita “Manfroni ha rifiutato ostinatamente ogni tentativo di recuperare un’efficace e democratica gestione collegiale del partito. La sfiducia era inevitabile. Sia chiaro, non abbiamo chiesto la testa di nessuno, tanto meno quella del segretario, che è stato solo una vittima di questa situazione?. Sul banco degli imputati l’asse Donati-Senesi: “E’ contro di loro che ci siamo opposti duramente? accusa Paoletti.
La Margherita guarda ai prossimi appuntamenti con rinnovata fiducia. Sarà il neo portavoce del partito a condurre le trattative con le forze dell’Unione: “Ci attende un confronto serrato, soprattutto con i Ds?. Il partito non accetterà supinamente la candidatura di Gaspari dei Ds: “Abbiamo per lui il massimo rispetto ma noi dovremo valutare se esiste la possibilità di trovare un personaggio più forte. Abbiamo giocatori di un certo livello da proporre”.
I nomi? Nessun favorito al momento, la lista dei papabili svaria da Alberto Cameli all’on. Ruggieri. Possibile anche la designazione di un esponente della società civile, come conferma Paoletti: “Ricordiamo ciò che avvenne con l’elezione del dott. Ripani”. Per ‘testare’ la popolarità dei propri candidati annuncia, inoltre, che “se ci saranno le risorse, il partito potrebbbe commissionare un sondaggio?.
Le Primarie sembrano un capitolo ormai chiuso per la Margherita, salvo imprevisti: “Non ha senso farle se il risultato è scontato. Le prenderemo in esame solo se si creerà un conflitto insanabile tra i candidati proposti dalla coalizione?. Strada sbarrata anche per Benigni: “E’ senza dubbio una persona capace – conclude Paoletti – il problema non è lui: non possiamo accettare chi proviene da soggetti politici che durano una stagione e poi scompaiono?.
Il neo coordinatore Vinicio Liberati lancia la sfida: “Non vogliamo essere un partito agonizzante, rassegnato a restare forza d’opposizione. Dobbiamo recuperare una precisa identità politica, rilanciarci e soprattutto vincere a maggio?.

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