SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Si ripiomba nel buio, si torna ai tempi dell’Eccellenza?. Laconico e amaro il commento di Livio Righetti che annuncia lo scioglimento del Centro Coordinamento Club Curva Nord. Lo storico tifoso rivierasco depone i panni di presidente, panni vestiti per più di sette anni, da quando nell’ottobre del ’98, presso il Circolo dei Sambenedettesi di via XX settembre, la tifoseria rossoblù decise di organizzarsi ed autoregolamentarsi dando vita al citato CCCCN.
Da allora la Samb e i suoi tifosi hanno vissuto in simbiosi momenti amari ma anche pagine memorabili della storia rossoblù: si pensi, su tutti, al doppio balzo dalla D alla C1. Un fulmine a ciel sereno dunque per i sostenitori rivieraschi, ma la decisione, “sofferta quanto doverosa?, è arrivata al termine di settimane tribolate a causa delle note vicende giudiziarie che hanno colpito e presto colpiranno altri esponenti di spicco della tifoseria marchigiana.
“Sono rammaricato e rattristato per la decisione che è stata presa ieri sera, nel corso della consueta riunione a cui hanno partecipato tutti i gruppi della tifoseria organizzata – argomenta Righetti – ma siamo stati costretti ad assumere una posizione abbastanza severa; la Polizia continua, giustamente, sulla sua strada, mentre le istituzioni, e mi riferisco alla politica, alla Samb Calcio e quant’altro, hanno palesato solo indifferenza nei nostri confronti. Credo che le azioni compiute a nostro danno siano state spropositate rispetto a quanto si è fatto (il riferimento è alla trasferta di Teramo e alla sfida casalinga contro il Cittadella, ndr)?.
“Moriamo nel vuoto assoluto; è stata delegittimata l’organizzazione che ci eravamo dati in questi anni?, aggiunge Righetti quasi rabbioso.
In soldoni: niente più trasferte organizzate, con tanto di pullman reperiti e prenotati per tempo. Il sambenedettese d’ora in avanti dovrà muoversi per conto proprio, alla vigilia peraltro della trasferta di Genova, in programma il prossimo 11 dicembre. Lo splendido scenario dello stadio Marassi meriterebbe una cornice di pubblico, almeno da parte ospite (i tifosi liguri non sono infatti mai al di sotto delle 16.000 unità), degna delle grandi occasioni. Sarà così?
“Credo che almeno inizialmente la città sarà disorientata da questa decisione – spiega l’ormai ex presidente del CCCCN – ma da parte nostra dovevamo dare un segnale forte, dovevamo sensibilizzare la gente per far capire loro dell’ingiustizia che stiamo subendo?.
Poi però Righetti si presta ad aprire uno spiraglio per il futuro, anche perché alle porte c’è, come pare ormai scontato, il cambio di manico societario in favore dell’imprenditore romano Alberto Soldini: “Magari se ne riparlerà prossimamente, con la nuova società; la nostra posizione non è detto che debba essere per forza irreversibile. Al momento non ci sono i presupposti per continuare, se in seguito il quadro generale muterà, saremo ben contenti di ‘rinascere’, anche perché ritengo che San Benedetto abbia assoluto bisogno di quello che abbiamo fatto in questi sette anni. Abbiamo contribuito a far raggiungere alla piazza rossoblù un tifo da serie A, invidiato da tutta Italia, imparagonabile con altre realtà di serie C?.
Un commiato insomma innervato da un bilancio sostanzialmente positivo. “Assolutamente – annuisce Righetti – Il bilancio è esaltante. Abbiamo raggiunto livelli impensabili salendo alla ribalta nazionale grazie al sostegno e al calore della nostra tifoseria. Ci sono stati certamente anche degli episodi negativi. Pochi però. E’ proprio per questo che, come ho già detto, sono estremamente dispiaciuto e rammaricato?.

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