GROTTAMMARE – Basta semplicemente scorrere l’elenco delle opere che sono state decise con la proclamata “democrazia partecipativa? per capire che è una grande bufala, Di fatto non si decide sulle grandi opere pubbliche, ma semplicemente sull’ordinaria manutenzione, attività che generalmente dovrebbe essere fatta d’ufficio.
Dice un vecchio adagio “il peggio deve sempre venire?, ed allora il sindaco persevera nella sua opera paradossale chiedendo le priorità di intervento.
Dopo avere evidenziato che non a caso esiste un ufficio manutenzione, è lo stesso che deve determinare le tempistiche degli interventi, non è corretto, e spesso economicamente poco conveniente, che avvenga altrimenti.
La politica piuttosto che calamitare la benevolenza dei cittadini con effimere partecipazioni, si dovrebbe sincerare che gli uffici siano efficienti.
Solo i cittadini devono segnalare questi interventi?
Fra i dipendenti comunali, nessuno è preposto a rilevare eventuali guasti o logorii in giro per la città?
Questa politica di bassissima qualità (sottovuoto spinto), è la causa primaria dell’evidente battuta d’arresto avvenuta allo sviluppo della città.
La responsabilità di questo amministrare senza progetto politico è da ricondurre anche ai consiglieri di maggioranza, ed hai partiti che sostengono il sindaco.
Abbiamo l’impressione che Luigi Merli, con pessimi risultati, cerca di ispirarsi al suo predecessore, insomma è il compagno di banco del primo della classe che copia senza cognizione.

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