SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A seguito di due denunce-querele presentate il 5 maggio e il 15 giugno scorsi dall’imprenditore Alberto Panichi, la Procura di L’Aquila, dopo aver disposto un periodo di secretazione come eccezionalmente previsto dalla legge, ha reso noto i nome degli iscritti nel registro degli indagati. Essi sono i giudici Gianfranco Spingardi e Marco Bartoli, i reati: truffa (640) e abuso d’ufficio (323). Ancora secretato un altro fascicolo che riguarderebbe accuse ancora più pesanti.
Le vertenze sono frutto di una gestione, secondo il denunciante, poco oculata al riguardo delle esecuzioni subite dall’imprenditore poi spogliato di tutti i beni personali.
La querela riguarda altri soggetti giuridici per i quali è competente la procura di Ascoli Piceno che sta indagando su altri eventuali responsabili quali il dottor Alberto Pavese, rappresentante legale della Fondazione Cariverona, gli avvocati Giuseppe Franchi e Luciano Cesari anch’essi iscritti da tempo nel registro degli indagati.
In sostanza è questo il primo epilogo di una vertenza risalente al 1992 quando un pignoramento di 400 milioni, senza che (così pare) la suddetta fondazione-procedente avesse legittimità di azione. Un’azione che compromise un piano di riassetto dell’intero Gruppo imprenditoriale poi causa di una ventina di giudizi conseguenti, che i suddetti organi di giustizia hanno gestito, secondo Panichi, dolosamente, complicando il contenzioso.

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