STADIO: Breda. E’ lo stadio storico della città di Sesto San Giovanni – è nato infatti nel 1913, proprio quando è stato fondato il club biancoceleste – e della squadra locale che lo ha in completa gestione, in regime di convenzione con il Parco Nord.
Capiente per circa 4.500 spettatori è circondato da tre tribune, delle quali solo una è coperta e dotata di posti a sedere. Il Breda, con gli spalti sufficientemente a ridosso del campo, è quindi sguarnito di una curva – la Nord, l’unica presente, è la ‘casa’ degli ultras sestesi – al posto della quale vi è una zona extra di allenamento. Gli ospiti vengono fatti accomodare in gradinata, nella fattispecie nella zona che dà verso la curva mancante, debitamente divisa dal resto del settore da una vetrata.
Posto nella periferia ovest della città di Sesto San Giovanni, lo stadio è affiancato da altre strutture sportive, quali due campi da calcio del Comune, con i quali è comunicante, e da una serie di campi da tennis. L’intera zona è praticamente una sequenza di impianti per le diverse attività sportive; una sorta di quartiere per lo sport, fuori dal centro città.
Facilmente raggiungibile – da Milano sia in autobus (gli ATM numeri 708, 723, 724 e 727) che in Metropolitana (linea rossa; fermata Sesto Rondò) – da ogni direzione, i parcheggi limitrofi contribuiscono a renderlo ‘comodo’ e ottimamente fruibile. Rammentiamo che il Breda si trova in via Carducci.
TIFOSERIA: la particolarità della realtà biancoceleste è la collocazione ‘fissa’ , a prescindere dalla categoria, degli incontro della Pro: a Sesto si gioca sempre e comunque il sabato, proprio per scongiurare la simultaneità con le partite del Milan e dell’Inter – ricordiamo che la città è attaccata a Milano, tanto da potersi considerare un quartiere della metropoli meneghina.
In virtù di questa ‘scomoda’ vicinanza, il fenomeno ultras a Sesto San Giovanni si è sviluppato assai tardi rispetto al panorama nazionale e nel proseguo non si è mai distinto in quanto a numeri, assiduità e integerrima osservanza dei canoni prettamente ultras.
I primi veri gruppi organizzati nascono nella stagione 1987-’88, quando la Pro Sesto militava ancora in Interregionale (C.N.D. attuale). Allora, grazie anche al buon andamento della squadra un manipolo di tifosi incitava la compagine biancazzurra dietro gli striscioni Rebels e Lions.
Con la promozione in C2, l’anno successivo, i gradoni del Breda si riempirono ancora di più: accanto a Rebels e Lions comparvero Sesto Sconvolta, Skizzati, Vecchia Guardia e altri gruppi che però ebbero vita breve.
Nel 1990-‘91 il presidente Peduzzi fece costruire la curva Nord, attuale casa madre degli ultras biancolesti. Intanto da una frangia dei Rebels nacque il gruppo a tutt’oggi più conosciuto nel panorama ultras sestese, ovvero i Viking, ai quali di lì a poco si affiancò la Legione.
Sempre in quella stagione da ricordare l’esodo di oltre 2.000 tifosi per lo spareggio per non retrocedere, sul neutro di Piacenza, contro il Casale.
Nella stagione 1991-‘92 la Pro Sesto fece registrare quello che resiste ancora come il record d’incassi con circa 4.000 paganti più gli abbonati, per un totale di oltre 6.000 spettatori nella storica vittoria per 3-0 nel derby contro il Monza.
Da una frangia dei Viking intanto nacque la Brigata; nella stagione 1992-‘93 la Pro Sesto restò nelle zone alte della C2 sfiorando la serie B, in curva Nord si videro all’azione due nuovi gruppi: gli Acid Group ed i Warriors.
L’anno successivo, sull’onda dell’entusiasmo per uno dei più bei campionati di sempre della Pro Sesto, videro la luce anche l’Armata (durò solo due mesi per le numerosissime diffide dopo gli scontri con il Mantova), i Bulldogs e il Gruppo Anti-Monza, unica entità che dalla sua nascita ha sempre e comunque seguito la squadra, senza mai ‘bucare’ una partita.
Stagione mediocre sul campo e sugli spalti nel corso dell’annata 1994-’95: molti gruppi scomparvero, con un tentativo di tifo impostato sul modello anglosassone. Quello che era il Gruppo Anti-Monza divenne Hobbit Sesto, e quelli che erano i Bulldogs divennero i Kaos.
La stagione ‘95-‘96 fu l’inizio del tracollo della squadra e della Nord: tutti i gruppi si sciolsero (tranne gli Hobbit Sesto, che però si spostarono in gradinata). Il 23 dicembre 1995 venne fatta un’importante riunione a cui presero parte 13 ultras di vari gruppi (Viking, Kaos, Rebels, Hobbit Sesto) per decidere il futuro della curva. Di lì a poco però i risultati della squadra fecero svuotare ancora di più la curva. Dopo la lotteria dei play out, la Pro Sesto con a fianco ormai pochi ultras, retrocesse in C2
Nel corso del torneo successivo ritornò (seppure solo in alcune partite) lo striscione dei Viking. Comparve anche l’insegna Ultras, che però non rappresentava un gruppo vero e proprio. Quell’anno – stagione ’96-’97 – la Pro Sesto disputò la finale play off, poi persa, (nella regular season si piazzò quarta) contro il Lecco, sul neutro di Monza. I tifosi biancocelesti al seguito furono 5.000 contro gli oltre 10.000 venuti da Lecco.
Da allora la curva sestese è sempre stata semi-vuota fino a metà della stagione ‘98-’99, quando un gruppo di ‘nuove leve’, con il fondamentale aiuto di altri ragazzi già presenti in curva, ha fondato gli Ultras Pro Sesto 1999, gruppo che fino a oggi ha retto le redini del tifo biancoceleste.
L’anno passato, nel torneo che ha segnato il ritorno in C1 della Pro dopo 10 anni, ha rifatto la sua comparsa sulla scena del tifo sestese lo striscione dei Viking, che peraltro lo scorso 25 giugno hanno organizzato un raduno ultras per le tifoserie di C – a cui ha partecipato anche una delegazione della Nord sambenedettese -, nel corso del quale si sono affrontati gli ormai noti temi del caroprezzi, della tv a pagamento e della repressione.
Capitolo amicizie e rivalità. Rapporti tesi con la maggior parte delle tifoserie lombarde (quella monzese su tutte), unitamente a Mantova, Cremapergo e Rondinella Impruneta. Gemellaggio con gli ultras dell’ex Leffe (società fusasi con l’Albinese), mentre esistono buoni rapporti con viareggini, saronnesi, massesi, cremonesi, pistoiesi e alessandrini.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 540 volte, 1 oggi)