SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Onoriamo Massimo Cioffi? canta la Nord. In casa come in trasferta. Una, due, tre volte, con le mani che battono all’unisono una contro l’altra. Un po’, semplicemente, coro d’apertura, a metà tra un tributo alla memoria all’ex leone del Ballarin che non c’è più e una sorta di rito propiziatorio. I tifosi nostrani lo hanno scritto anche sopra le loro teste, all’estremità della curva, dove dallo scorso 13 febbraio (Samb-Cittadella) campeggia il lunghissimo striscione Curva Nord Massimo Cioffi, unitamente ad una statua-sfinge nella zona antistadio.
Lui, Massimo Bruni, se ne è andato esattamente un anno fa, dopo aver lottato con la vita per più di un anno e mezzo; era infatti il 4 maggio del 2003 quando, in occasione di Samb-L’Aquila, lo sfortunato ultras nostrano cadde dal secondo anello della curva, entrando in uno stato di coma dal quale non seppe più uscire. Alzò bandiera bianca il 22 novembre dell’anno passato e il giorno successivo una nutrita folla – comprese delegazioni ultras provenienti da Civitanova, Rimini, Ascoli e Avellino – gli rese omaggio nella cattedrale Madonna della Marina, dove nel primo pomeriggio ebbero luogo i funerali.
Domenica scorsa un gruppetto di tifosi rossoblù sono tornati presso la chiesa di San Benedetto per ricordare l’amico e l’ultras. Lo avevano fatto anche nel corso della sfida contro il Pizzighettone, stendendo un lenzuolo che recitava “Ovunque andremo ti onoreremo…Cioffi vive!?. Una coreografia, per una domenica, dedicata tutta a lui. E peccato che sul campo, la squadra di Luciano Zecchini non gli abbia saputo regalare una vittoria; Cioffi avrebbe di certo gradito, anche se crediamo che da lassù avrà lo stesso tifato per la sua Samb. Ciao Massimo.

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