SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quella odierna potrebbe essere stata la sua ultima partita nelle vesti di presidente della Sambenedettese. Umberto Mastellarini, prossimo a cedere il passo all’imprenditore romano Alberto Soldini, col quale in settimana si è firmato un protocollo d’intesa, ha vissuto con estrema partecipazione e grande pathos la gara al cospetto della sorpresa Pizzighettone. Seduto vicino al figlio Gabriele e poco distante dal futuro diesse rivierasco Mario Miele, ha gioito e si è illuso dopo i gol rossoblù, poi ha sofferto, ha imprecatop e si è disperato per come la squadra di Zecchini ha vanificato il doppio vantaggio.
“La delusione è tanta – ammette l’imprenditore di Giulianova – ci tenevo a fare bella figura, e invece succede sempre qualcosa per cui non riusciamo a vincere. Abbiamo preso due gol evitabili e forse Di Dio andava sostituito dopo l’infortunio iniziale. Pur avendo una squadra rimaneggiata avevamo l’opportunità di vincere e noi tutti ne avevamo grande voglia. Zecchini? All’allenatore non si può imputare nulla, parlo da tifoso?.
Il discorso converge inevitabilmente verso l’imminente passaggio delle quote sociali. Tra pochi giorni dovrebbe essere apposta la firma sul contratto preliminare, poi sarà la volta di quello definitivo. “I tempi sono comunque lunghi – confessa l’attuale patron rivierasco – La prossima settimana in ogni caso sarà siglato il passaggio di consegne. Ricorderò la piazza di San Benedetto per tutta la vita. Le ultime tre partite resteranno indelebili nella mia memoria, non era mai successo di perdere con tante reti di scarto, prima a Salerno e poi contro il Cittadella. E anche oggi ci siamo fatti recuperare due gol?.
Il buon Umberto non riesce a non farsi prendere la mano dalle forti emozioni che, da sempre, i colori rossoblù gli sanno suscitare. Specie in quella che potrebbe costituire l’intervista di commiato. Seguita a parlare, con la consueta passione, faticando a contenere le lacrime, le quali ormai sembrano fare capolino. “Il ricordo della Samb e di San Benedetto è grande, incredibile. Ho dato tanto, tutto me stesso per questa causa. Ho lottato sino alla fine, anche se sono rimasto solo. E’ stata un’esperienza che mi è costata tanto, in termini economici e anche di salute?.
Mastellarini conclude il suo intervento con un ideale, quanto accorato ‘testamento’ che gira alla città e ai tifosi tutti. “Ho dato il cuore, ve lo posso garantire, se anche ho sbagliato volevo fare il massimo per questa città, volevo regalarle la serie B, ci tenevo tanto. E invece qualcuno mi ha tradito, si è preso gioco di me, ma il sottoscritto va via con la coscienza pulita. Mastellarini è un uomo pulito e onesto. Un grazie a tutti?. E riprende la via degli spogliatoi, con la mano sul cuore e con quell’espressione un po’ così con la quale ci aveva ormai abituati dopo ogni risultato deludente della sua Samb.

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