Parzialità ignoranti. Poco fa il Tg1 ha dato una notizia riguardante la scoperta di Case da gioco illegali in tre località marchigiane, esattamente nel territorio che, ancora oggi. si può definire piceno. Ok, ma sono stati commessi due errori nel descrivere le città interessate. Primo: è ancora prematuro parlare di località (Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio e… Porto d’Ascoli) delle province di Ascoli e Fermo. Fino a prova contraria Fermo non è ancora provincia. Altrimenti avrebbe un suo presidente. Ancora più grave la seconda imprecisione (forse sono troppo buono): citando il locale di via Turati, l’hanno accostata ad comune inesistente: Porto d’Ascoli. La dicitura giusta sarebbe stata Porto d’Ascoli di San Benedetto del Tronto o più semplicemente San Benedetto del Tronto. Errori (mi auguro) dovuti all’ignoranza di chi alla Rai di Ancona compone i testi ma è strano che certi cosiddetti errori o omissioni sono sempre a nostro sfavore. A meno che non si voglia controbattere che hanno fatto un piacere a San Benedetto del Tronto omettendo il suo nome in una notizia per la quale c’è poco da vantarsi! Avrebbero potuto farlo anche a Porto Sant’Elpidio citando Faleriense, per esempio, invece del nome del Comune. Una domanda per la quale ogni riferimento è puramente casuale o immaginario: Tonino Carino dirige ancora Rai 3 Marche? Eppure no. Tra parentesi: non fraintendete addebitandomi qualche astio per Porto d’Ascoli. E’ solo una questione di principio. Tanto è vero, e l’ho anche scritto, che al sottoscritto piacerebbe tanto che tutte le località della Riviera delle Palme si unissero in un unico comune con un nome diverso, lasciando l’identità storica agli attuali territori. Allora sì che potremmo aspirare a diventare capoluogo non di provincia ma di regione.

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