SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È andato in scena ieri al cineteatro Calabresi “Macbeth? di W. Shakespeare, un classico della letteratura inglese, riletto però alla maniera sperimentale. Sul palcoscenico, tenuto costantemente al buio, solo alcune panche ed un carrello utilizzato come trono hanno fatto da scenografia alla recita degli attori, che con un prologo hanno subito cercato di portare lo spettatore dentro la tragedia, raccontando in pochi minuti il complesso mondo di Macbeth, fatto di desideri, menzogne e tante paure.
Molti hanno apprezzato l’arte di Elena Bucci, Marco Sgrosso, Vladimir Aleksic, Gaetano Colella, Marco D’Amore, Andrea De Luca, Massimo Di Michele e Roerto Marinelli se pur con delle riserve (la seconda parte è sembrata scivolare troppo in fretta, senza che sia stato resa in maniera chiara la scena del bosco che si muove verso il castello di Macbeth o dell’uccisore del re usurpatore).
Altri hanno invece ritenuto l’opera troppo sperimentale (in scena solo tanto buio, nessuna scenografia o quasi, gli attori recitando più parti hanno generato molta confusione)o troppo difficile da comprendere (per tutti quelli che non conoscevano il dramma).
Ma il vero punto dolente dello spettacolo è stato il tono di voce degli attori, visto che non si sentiva quasi nulla di ciò che gli attori bisbigliavano…

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