SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Era un pomeriggio del 13 ottobre scorso, quando, intorno alle 17, due banditi a volto scoperto, armati di pistola, entrarono in una gioielleria di Cupra Marittima e arraffarono tutto il contenuto della cassaforte, 85.000 euro circa. Palmiro Ciarrocchi, il titolare, fu pestato a sangue, immobilizzato con del nastro adesivo e gettato sul pavimento. Fu sparato anche un colpo che fortunatamente sfiorò solo il negoziante. Attimi drammatici che difficilmente il proprietario della gioielleria dimenticherà.
Intervennero i Carabinieri ed iniziarono subito le indagini. Furono raccolti degli indizi. Per prima cosa fu recuperato il bossolo sparato e finito sul parquet, poi vennero rilevate le impronte lasciate dai banditi. Si cercò anche di abbozzare un possibile identikit dei due e del palo che aspettava fuori dal negozio. Furono ascoltati i testimoni che riferirono di aver visto i malviventi prendere la fuga con due “Golf? ed una “Mercedes? di colore scuro.
Con questi elementi i Carabinieri di Osimo, Cupra e San Benedetto hanno tratto in arresto ieri, dopo un blitz avvenuto quasi contemporaneamente a Montemarciano (AN) Osimo (AN) e a Giulianova (TE), due uomini ed una donna perchè sospettati di essere i responsabili della rapina.
Il Sostituto Procuratore di Fermo, Baschieri, ha chiesto ed ottenuto per loro, dal GIP competente, Vitali Rosati, tre ordinanze di custodia, così ora si trovano in carcere, A.G. 34 anni, preso a Montemarciano. Forse si tratta del capo della banda. Uomo di spicco della criminalità locale. M.G. 35 anni, di Osimo, pluripregiudicato. Si pensa che sia stato lui a far partire il colpo quel 13 ottobre ferendosi poi ad una gamba. T.D.P., 32 anni di Giulianova legata all’ambiente Rom, anche lei nota alle Forze dell’Ordine. Forse era il ‘palo’ della banda. L’udienza di convalida degli arresti è avvenuta nel pomeriggio di oggi. Dei beni rubati in gioielleria, diversi monili in oro ed altri preziosi, ancora nessuna traccia come pure della pistola, a tamburo, utilizzata dal terzetto criminale. Le indagini pertanto continuano.
“Il fenomeno delle rapine anche con l’uso della violenza purtroppo è in ascesa – ha affermato il capitano della Compagnia di S.Benedetto, Giancarlo Vaccarini – Noi abbiamo cercato, cerchiamo tuttora e cercheremo di lavorare di più su questi episodi allarmanti. E’ stata la conoscenza investigativa in nostro possesso a permetterci di catturare in breve tempo gli artefici del colpo a Cupra ma fondamentale rimane per noi, sempre, la collaborazione dei cittadini”

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