SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Più spigliato. Più sicuro. Così ci è parso, via telefonica, Alberto Soldini, rispetto ai primi contatti sempre telefonici dei giorni scorsi e all’incontro avvenuto ieri. “Certo che ero emozionato – afferma Soldini – Si tratta per me di una nuova avventura: non credo alle persone sempre distaccate e fredde?.
La possiamo chiamare Presidente?
“Beh, mi chiamano tutti così – sorride – Ad ogni modo ieri abbiamo siglato un accordo definitivo, adesso stiamo solo verificando dei dettagli. Sono in partenza per gli Stati Uniti ma la prossima settimana non mancherò l’occasione per tornare a San Benedetto e concludere l’affare (sulla base di circa due milioni di euro, di cui circa 1,65 milioni per accollarsi i debiti e altri 350 mila euro per l’acquisizione del titolo sportivo, ndr)”.
Quale impressione le hanno fatto San Benedetto e la sua tifoseria?
“San Benedetto non sono riuscito a vederla granché. I tifosi li ho trovati veramente calorosi, molto entusiasti e devo dire che, personalmente, mi fa molto bene sentirmi trascinato dalla loro positività. Certo, fare di più di adesso, dati gli ultimi risultati della squadra, non è difficile…”
Miele ha comunque parlato di grandi investimenti, riguardo la nuova società, a San Benedetto.
“Certamente è questo il nostro obiettivo. Occorrono dei soldi altrimenti nel calcio non si riesce a fare molto”.
A proposito di denaro: a San Benedetto c’è molta curiosità riguardo le sue attività economiche. Miele ci ha detto che lei opera in diversi settori: nautica, agricoltura, edilizia…
“Lavoro da anni nell’edilizia, e sono impegnato nella costruzione e manutenzione di porti e aeroporti. Ma il mio campo principale è legato al settore ortofrutticolo”.
Crede che in qualche modo l’acquisto della Samb possa agevolare il suo lavoro imprenditoriale?
“Guardi, non vorrei che si esagerasse su questo aspetto. Per me le Marche sono una zona molto interessante soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura, ma io sto facendo un passo importante che è quello di acquistare la Samb Calcio”.
Come ha maturato questa decisione?
“È stato Mario Miele a portarmi su questa strata e credo di non essermi sbagliato. Si tratta di una società di Serie C valida per la piazza che ha alle spalle, e anche se in questo momento si trova in difficoltà io sono specializzato nel tirare fuori aziende dai guai. Ad ogni modo, la Serie B non può essere un sogno irraggiungibile”.
Conosce da tempo Mario Miele?
“Sì, attraverso amici comuni a cui sono molto legato. Miele è una brava persona, molto capace, e sono convinto che saprà svolgere un bel lavoro”.
È sposato?
“Sì, ed ho due figlie, Alessia, 24 anni, laureata in psicologia, e Arianna, che ha 22 anni e frequenta Giurisprudenza”.
Quali sono le sue principali caratteristiche caratteriali?
“Io sono una persona che se prende un impegno lo porta avanti fino in fondo. Le sfide, più sono difficili, più mi affascinano”.
Intanto va delineandosi il nuovo staff dirigenziale. Accanto a Mario Miele dovrebbero esserci anche Valerio Arceri (suo socio in alcune attività) e il procuratore sambenedettese Andrea Zinnia.

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