*Caro Antonio Felicetti, spero non se ne abbia a male se per brevità la chiamerò “solo” Prof., ma spero così facendo di poterle evocare i bei ricordi legati alla vita scolare che indubbiamente l’hanno vista come stimato insegnante.
Ebbene, caro Prof., sono convinto che i Repubblicani siano stati sempre attenti alla politica dei contenuti, ma in quanto a Palazzo Piacentini noto una sua grave lacuna. Mi verrebbe da dirle, rimanendo in gergo scolare, non ha studiato abbastanza!
Ignora infatti che in data 10 settembre 2004, con delibera di Giunta Comunale n. 337, Palazzo Piacentini è stato individuato quale sede dell’Archivio Storico Comunale. Dagli angusti e quasi inaccessibili spazi della soffitta del vecchio Municipio, l’archivio storico sambenedettese si trasferirà presso Palazzo Piacentini. Il tutto attraverso la stretta supervisione della Sovrintendenza Regionale per i Beni Archivistici che nei mesi scorsi, dopo aver preso visione dei luoghi e del progetto, ha dato il suo benestare definitivo.
Sono orgoglioso, come ex assessore alla cultura, di aver concretizzato tale importante risultato per la cittadinanza. A tutela di esso mi batterò per far riconoscere all’Archivio tutta la dignità che merita, facendo in modo di dotarlo di figure professionali specializzate che siano in grado di renderlo fruibile al maggior numero di persone che vogliano conoscere la storia cittadina in piena libertà.
Caro Prof., concordo con lei quando dice che la politica culturale è di estrema importanza e che abbisogna di competenza e sensibilità ma, pur riconoscendo tutti i miei limiti, sento di averla dimostrata. Credo che ormai la nostra città non sia più un borgo marinaro e che quindi debba aspirare a nutrirsi di una cultura che non sia solo quella fatta di mare, lancette, porto, ecc., valori che senz’altro vanno tutelati perché meritevoli del massimo rispetto. Voglio qui ricordare che, in quest’ottica, negli anni passati abbiamo lavorato per portare in città la mostra sugli Egizi e quella sull’Uomo, la pietra e i metalli. Grazie alla collaborazione di esimi docenti dell’Università “La Sapienza” di Roma, una per tutti la concittadina Professoressa Giuseppina Capriotti, la nostra città ha per la prima volta “creato” cultura, non limitandosi ad acquistare pacchetti preconfezionati.
Riguardo poi al Museo del Mare, resto francamente perplesso di fronte al suo voler ignorare tutto il tenace lavoro svolto finora per instaurare un proficuo rapporto con la Soprintendenza Archeologica e far acquisire, finalmente, alla collezione di Anfore la dignità di un vero “Museo”.
La politica culturale è sicuramente molto importante, ma la vedo più preparato in quella urbanistica.
*Dott. Bruno Gabrielli ex assessore alla Cultura

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 240 volte, 1 oggi)