SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il tracollo di Salerno aveva sì lasciato il segno negli ambienti del tifo rossoblù, che già mercoledì scorso avevano deciso di attuare una forma di contestazione, seppure parziale, nei confronti della propria squadra – lasciata in ogni caso tranquilla nel corso della settimana – ma certo neanche il più pessimista tra i sostenitori nostrani si poteva immaginare un simile epilogo: la gara contro il Cittadella, oltre a segnare la seconda, rotondissima, sconfitta casalinga stagionale, decreta la rottura, crediamo insanabile, tra le frange più accese del tifo rivierasco e la dirigenza.
Ma andiamo con ordine. Silenzio surreale al momento dell’entrata in campo dei ventidue giocatori. Questo l’atipico scenario che fa da contorno a Samb-Cittadella, gara valevole per l’undicesima giornata del C1/A. Dalla curva Nord compare un polemico striscione che recita: “5-0 a Salerno…vi ricorderemo in eterno, indegni!?. Onda e soci seguono rigorosamente seduti i primi minuti dell’incontro. Curva Sud spoglia, come in occasione dell’ultima sfida casalinga al cospetto del Lumezzane; gli ospiti, cinque di numero, vengono fatti sistemare in tribuna laterale.
Nella Massimo Cioffi campeggia, al solito, lo striscione di protesta contro le recente decreto antiviolenza (“Difendi il tuo ideale, lotta per la libertà!?), mentre sono appesi sull’inferriata del primo anello i messaggi “La Samb siamo noi? e “No al calcio moderno?. Annotiamo inoltre la presenza di Boys Roma (stendardo sopra il tazebao Curva Nord Massimo) e, da Civitanova, dei gruppi Tipi Loschi e Sconvolts.
Dura appena sette minuti la protesta della tifoseria organizzata rivierasca. La curva rossoblù depone il sopraccitato striscione per far posto ad un emblematico “Noi saremo sempre qua…finché la Samb esisterà?. Tutti in piedi a tifare “solo per la maglia?, come recita uno dei primi slogan scanditi da Onda e soci, che di lì a poco attaccano con un sostegno chiassoso e compatto, impreziosito da un costante sventolio di vessilli rossoblù. Per un quarto d’ora di fila la curva nostrana insiste con lo stesso coro; nel momento in cui gli ospiti raddoppiano, dopo un errato disimpegno di Pepe, la Nord si ammutolisce, lasciando solo spazio a improperi e insulti, contro la squadra, contro Dante Paterna e Umberto Mastellarini. Cori sottolineati dagli applausi di tutto lo stadio.
Arriva, come se non bastasse, il rigore ed il terzo gol del Cittadella. La curva intanto comincia a svuotarsi, la stragrande maggioranza di ultras si riversa nei gradoni del primo anello, accennando un primo tentativo di sfondare il cancello alla destra della porta difesa da Di Dio per poter entrare in campo. Dalla transenna intanto vengono rimossi tutti gli striscioni.
Qualche centinaio di ultras, a pochi minuti dal termine della prima frazione di gioco, tenta di entrare in tribuna; quasi divelto il cancello nei pressi della stessa. Nel parapiglia, un celerino – ancora non chiarita la dinamica dell’accaduto – riporta una ferita alla gamba che lo costringe a ricorrere al pronto intervento di un’ambulanza.
Nel mentre scorgiamo la sagoma incupita del presidente Umberto Mastellarini, dal di dentro della sala stampa intitolata a Sabatino D’Angelo, che contempla, assorto, il plotone di forze dell’ordine schierato davanti la tribuna.
Inizia la ripresa, caratterizzata dalla prevedibile girandola di sostituzione, da ambo le parti. Silenzio ancora più surreale di quello di inizio gara; si sentono solo i cinque tifosi del Cittadella, i quali di tanto in tanto si lasciano andare a qualche coro d’incitamento all’indirizzo dei propri beniamini.
Torna la calma nei pressi della tribuna; i tifosi fanno ritorno alla spicciolata verso la Nord, altri invece si fermano nella zona antistadio. Altri ancora, molto probabilmente, lasciano l’impianto rossoblù.
Inesistente la partita del tifo nei secondi 45 minuti. Solo insulti all’indirizzo dei giocatori di mister Zecchini, bottigliette e quant’altro lanciati sul prato del Riviera quando Faieta e soci si dirgono verso le bandierine per calciare i corner oppure si apprestano a recuperare palloni. Applausi invece per gli ospiti, che nel finale beneficiano degli ironici olé dei 3mila del Riviera, a sottolineare i passaggi andati a buon fine.
Al termine dell’incontro – oltre ai pesanti fischi nei confronti dell’undici di casa – almeno duecento persone si riversano nei pressi della tribuna. Non succederà nulla di particolare, nonostante i cori minacciosi intonati dai presenti, se non che la squadra sarà costretta a lasciate lo stadio da un’uscita secondaria.

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