NOME: Associazione Sportiva Cittadella
ANNO DI FONDAZIONE: 1973
COLORI SOCIALI: maglia e calzettoni granata e calzoncini granata-bianco.
CENNI STORICI: l’Associazione Sportiva Cittadella, una delle più giovani società della nostra penisola, nasce nel 1973 dalla fusione di due club preesistenti, la Cittadellese 1920 e l’Olympia Calcio 1948. Maglia e calzettoni granata, calzoncini granata-bianco, questi i colori sociali del club veneto, la sua storia, seppur breve, è impreziosita da cinque partecipazioni in serie C (1998-’99, 1999-‘00, 2002-‘03, 2003-’04 e 2004-‘05) e due in cadetteria (2000-’01 e 2001-’02). Risultati straordinari e paragonabili quasi ad uno scudetto se li relazioniamo al ristrettissimo bacino di utenza del centro padovano: nemmeno 19.000 abitanti.
Il primo risultato di prestigio dei granata è quello conseguito nel campionato ’88-’89, con la conquista della quarta serie. Dopo la retrocessione di due tornei più avanti, la C2 sarà raggiunta nuovamente nella stagione ’92-’93. Bisognerà invece attendere qualche altro anno per vedere il sorprendente Cittadella in C1. Siamo esattamente alla fine del torneo edizione 1997-’98. L’anno successivo va in scena lo storico derby con i ‘cugini’ del Padova e addirittura nel giugno del 2000 viene tagliato l’impensabile traguardo della promozione in serie B. La favola del Chievo Verona ha una sorta di alter ego veneto proprio nel Cittadella di mister Glerean. Dopo due tornei nel ‘salotto’ della cadetteria, Ghirardello e compagnia tornano in C1 nel 2002. Due stagioni nel girone A e poi dal settembre 2004 l’approdo nella divisione est.
Quest’anno invece, la formazione allenata da mister Foscarini – praticamente immutata rispetto alla stagione passata; è tornato in granata, dopo l’esperienza di Avellino, bomber Ghirardello, di contro è partito, destinazione Vicenza, il fantasista Sgrigna – è di nuovo nel girone settentrionale.
STADIO: Pier Cesare Tombolato. Ad eccezione delle due ‘parentesi’ di serie B disputate allo stadio Euganeo di Padova – il solito migliaio o poco più di fedelissimi tifosi granata era davvero la classica goccia d’acqua in mare aperto… – l’impianto che ha ospitato le partite del Cittadella (a partire dalla sua inaugurazione nella stagione ’81-’82) è il Pier Cesare Tombolato.
Capiente per circa 4mila spettatori lo stadio cittadellese è situato in Via dello Sport ed ha un unico settore coperto, quello di tribuna. La curva è destinata alla tifoseria ospite, mentre i supporters granata sono soliti sistemarsi in tribuna. Distante dal centro nemmeno mezzo chilometro, il Tombolato appare alla tifoseria granata un lusso – per quanto riguarda la capienza – anche in serie C.
Nel campionato in corso di svolgimento gli abbonati sono appena 209, mentre la media spettatori totalizzata sinora è pari a 750 unità, dato che relega il pubblico di fede granata al quart’ultimo posto nella speciale graduatoria delle platee più numerose del girone B. Roba da guinness dei primati. All’incontrario.
CITTA’: di circa 19mila abitanti. Sorta probabilmente in età longobarda attorno alla Pieve di San Donato, sulla valle del fiume Brenta, è sede del premio Nazionale di Poesia e di altre importanti manifestazioni culturali, rappresenta uno dei più interessanti esempi di città fortificata in campo medievale. La sua cinta muraria, eretta nel 1220, quasi intatta, è di pianta poligonale, con 4 porte ai 4 cardinali, in corrispondenza delle uscite degli antichi cardo e decumano: è lunga 1460 m., alta fino a 13m. ed interrotta da 16 torri e 16 torresini. Può essere percorsa interamente a piedi sugli spalti recentemente riattati, ed incorpora, a Porta Padova, la chiesa del Torresino ed il Carcere della Torre di Malta, ora sede di mostre ed eventi culturali.
Dopo la guerra, senza grandi impennate, Cittadella sviluppa la sua economia nei settore più diversificati, espandendosi notevolmente all´esterno della cerchia murata , che tuttavia resta il cuore amministrativo, culturale e terziario della città.
Da vedere. All’incrocio con la Postumia, antico capoluogo della Podestaria ed oggi notevole polo di sviluppo industriale e commerciale, Cittadella può essere percorsa interamente a piedi sugli spalti recentemente riattati, ed incorpora, a Porta Padova, la chiesa del Torresino ed il Carcere della Torre di Malta, ora sede di mostre ed eventi culturali, ma la città conserva anche altre perle storico culturali.
L’ultima domenica di settembre Cittadella con il suo “Voci dall’Evo di Mezzo” ripropone gli avvenimenti immediatamente precedenti e seguenti la liberazione di Cittadella da parte di Tiso da Camposampiero contro il tiranno Ezzelino da Romano. Ricostruzione del villaggio medievale con il mercato, gli artigiani, l´accampamento militare, le taverne, i giochi e le animazioni di strada.
Cucina. Nei paesi a nord di Padova maggiore è il rispetto per le antiche tradizioni gastronomiche: qui la polenta è regina.
A Cittadella si può trovare una versione dolce chiamata “polentina”. Le trattorie propongono stagionalmente antiche ricette quali “polenta e osei”, “arna rosta”, “marsoni fritti” e il luccio del Brenta. La cucina è in parte influenzata dalla vicina tradizione vicentina e trevigiana: numerosi sono i piatti a base di cacciagione, di baccalà e di radicchio.
TIFOSI: La tifoseria, come la squadra, è assai giovane e va considerata tra le più risicate e inconsistenti del girone A. Il primo gruppo che nasce nel piccolo centro veneto, non ultras badate bene, è quello dei Fedelissimi Granata nati nel corso del campionato ’79-’80, con la squadra militante in serie D e vincitrice della prima Coppa Italia Dilettanti. Per la nascita del movimento ultras bisognerà attendere ancora parecchio, ovvero l’anno 1996, quando un gruppetto di coraggiosi incomincia a riunirsi sulle tribune del Tombolato, allo scopo di sostenere il Cittadella, il quale all’epoca milita in C2. Solo nel 2000 però quel gruppo si dà un nome: Bandinero Granata.
La prima trasferta effettuata dai sostenitori cittadellesi avviene in occasione della finale play off (persa) a Lecco, nel torneo ’96-’97. Il gruppo, una cinquantina di persone, raggiunge la Lombardia con al seguito lo striscione Ultrà Granata, il primo realizzato in assoluto dai tifosi veneti. L’anno successivo nasce l’Area Granata, a cui di lì a poco si affiancano i ragazzi della Brigata Veleno. Proprio dall’Area nasce – nel ’98 – il Comando Ultrà Cittadella, il primo gruppo con una vera mentalità ultras: presenza in tutti i campi e tifo costante. Alla fine dello stesso anno si forma la sezione di Busto Arsizio del CUC. Nel ’99 invece nasce il Zizi Group.
Nel secondo anno di cadetteria (stagione 2001-02), che è poi quello che sancisce la retrocessione in terza serie, il Commando decide di farsi da parte, alla luce della scarsa partecipazione e dell’insufficiente entusiasmo da parte della gente di Cittadella. Lo ‘scettro’ del tifo passa in mano alla Gioventù Granata, composto da molti giovani, il quale viene affiancato dalla sezione di Busto Arsizio del CUC, rimasta in vita.

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