SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Altro che festa della democrazia, le Primarie si stanno trasformando per il centrosinistra in un pericoloso boomerang che alimenta, giorno dopo giorno, un crescente e fastidioso vespaio di liti e polemiche tra i partiti della coalizione. Pomo della discordia la data del test elettorale per la scelta del candidato sindaco, inizialmente fissata a domenica 27 novembre. Una ‘scadenza’ che ha suscitato i malumori di gran parte delle forze dello schieramento. Tra i principali portavoce del dissenso, seppur con diverse motivazioni, il Forum sambenedettese, Rifondazione Comunista, Margherita e Sdi.
A questo punto appare diventa sempre più concreta l’ipotesi dello slittamento: la data più probabile, al momento, è quella dell’11 dicembre, anche se non è del tutto escluso lo spostamento a fine gennaio, chiesto a gran voce dal Forum.
Intanto, continuano a “fioccare” le candidature: il Forum sambenedettese ha scelto l’ing. Giuseppe Benigni, ex assessore comunale all’urbanistica. Dunque, la rosa dei partecipanti alla corsa delle Primarie si amplia ulteriormente, dopo le candidature di Gaspari (Ds), D’Angelo (Verdi) e Narcisi (Sdi).
Lo svolgimento delle Primarie sta scatenando un vero e proprio putiferio nella Margherita locale, giunta ormai alla resa dei conti. Il segretario comunale Andrea Manfroni, “reo” di aver avallato le cinque, discutibili candidature “imposte” dal tavolo provinciale per le Primarie (gli ex sindaci Alberto Cameli e Piero Ripani, l’on. Orlando Ruggieri, gli ex consiglieri comunali Giulietta Capriotti e Nicolino Cameli), è stato di fatto sfiduciato dal direttivo del partito (analoga sorte è toccata al segretario provinciale Valeria Senesi). Un ribaltone che ha già prodotto le prime conseguenze: è stato, infatti, nomitata una delegazione (composta da Francesco Rossi, Giulietta Capriotti, Antimo Di Francesco, Fernando Palestini e Vinicio Liberati) che dovrà “trattare” con il tavolo dell’Unione in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. All’orizzonte, sulla scia della possibile costituzione a livello nazionale del Partito Democratico, la prospettiva di una candidatura unica per Ds e Margherita in vista delle Primarie. In tal caso, il nome di Gaspari rimarrebbe comunque il più gettonato: difficile, infatti (se non impossibile) che il primo partito del centrosinistra decida di sacrificare il proprio candidato di punta sull’altare di un nuovo soggetto politico.

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