SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Io sarò saccente, ma lei è un cafone e perciò me ne vado!” E’ finito così il dibattito sulla finanziaria promosso a San Benedetto dalla Provincia del Presidente Rossi contro il Governo. Il senatore Ciccanti – relatore al Senato al bilancio – iscritto a parlare alle 13,50, è rimasto fino alla fine per demolire tutto il documento finale delle associazioni regionali degli enti locali.
“Non è vero che c’è un taglio di 650 mln di euro sul Fondo per le politiche sociali nel 2006, perchè non sta scritto da nessuna parte; non è vero che c’è un taglio sul Fondo sanitario nazionale, perchè, al contrario, c’è un incremento; non sta scritto da nessuna parte la soppressione del Fondo Nazionale per la montagna; non è vero che non sono previsti fondi per la ricostruzione di Marche ed Umbria”.
Inoltre, il parlamentare UDC ha ritenuto “disastrosa per i conti pubblici la richiesta di rimozione del vincolo all’indebitamento per il finanziamento delle spese correnti contenuta nel documento, ossia la pretesa di tornare a finanziare i disavanzi determinati dalla spesa corrente scaricando sulle future generazioni la spesa ‘allegra’ di oggi”. Nella replica il Presidente Rossi, invece di limitarsi ad argomentare le proprie opinioni, ha inveito contro quelle del Sen. Ciccanti definendole ‘infondate e saccenti’; da qui la reazione del parlamentare che offeso ha abbandonato la sala del Consiglio
comunale di S.Benedetto del Tronto.
“E’ recidiva l’intolleranza di Rossi verso chi non la pensa come lui. Lo ha fatto domenica scorsa al convegno sull’acqua, con espressioni volgari, solo per aver mimato un garbato dissenso verso un estremista che strillava sgarbato e lo ha ripetuto oggi. Non conosce nemmeno le regole della buona educazione personale, oltre ad ignorare quelle istituzionali.
Mi hanno invitato e poi mi hanno insultato, come se fosse il padrone della Provincia e non il Presidente di tutti. Dalla mia bocca non è uscita una frase o una parola che avrebbe potuto essere sgradevole se non una garbata osservazione verso la presidenza del Consiglio per aver fatto parlare gli assessori e gli esponenti di sinistra, che hanno fatto autentici comizi, relegando gli ospiti a mere comparse”.
“Dietro il suo eloquiare angelico e bonista – ha concluso il Sen. Ciccanti – si nasconde una mentalità faziosa e intollerante: se non la pensi come lui sei un nemico di classe da combattere, a prescindere dalla bontà degli argomenti”.
La replica del presidente Massimo Rossi non si è fatta attendere:
“Dopo le lezioni sui valori morali e della famiglia dal discutibile pulpito del centro destra locale…ci mancavano anche le lezioni di buona educazione! Se ho urtato la suscettibilità del Senatore Ciccanti mi dispiace molto, ma dopo averlo sentito affermare che il documento unitario di tutte le Associazioni delle Autonomie locali, ANCI, UPI, UNCEM è infarcito di notizie “non vere? e di richieste “disastrose? e che di conseguenza tutte le rumorose proteste locali e nazionali di Sindaci, Presidenti di Province e di Comunità montane, di destra e di sinistra sarebbero, di fatto, campate per aria, non ho trovato sul momento un aggettivo migliore che “saccente? per definire il tono ed il contenuto del suo lunghissimo intervento al Consiglio Provinciale aperto di Sabato mattina.
Non mi appariva un grave “insulto?. Non mi sembrava inadeguato tale aggettivo anche a seguito del suo “garbato? ma eccessivamente severo e sgradevole rimprovero verso la gentile Vice Presidente del Consiglio, Cinzia Peroni, che si era macchiata della grave colpa di avergli dato la parola non in precedenza agli altri ma, semplicemente, in base alla sua tardiva prenotazione.
…Mi sembra che saccente si definisca l’atteggiamento di colui che crede di saper sempre tutto e di poter insegnare a tutti gli altri… Ma in realtà forse ho effettivamente sbagliato ad usare quell’aggettivo, perché anziché “saccente? avrei dovuto definire “non vero? il contenuto dell’intervento del Senatore Ciccanti.
Infatti, dopo un’ulteriore verifica, contrariamente a quanto lui afferma pur di difendere il suo Governo, è proprio vero, come affermano ANCI, UPI ed UNCEM, che: il Fondo Nazionale della Montagna di cui alla Legge 97/94 è stato azzerato; non è previsto un euro per il completamento della ricostruzione dei danni del Terremoto; permane il taglio del 50% del Fondo per le politiche sociali già operato nel 2005 (stornando tale quota verso l’INPS).
Vi è stata una riduzione in termini reali del Fondo Sanitario, in quanto l’incremento previsto è dello 0,4%, ben inferiore rispetto al tasso di inflazione; il più basso incremento degli ultimi vent’anni.
Alla luce di tutta questa sostanza appare chiaro a tutti il motivo per cui il Senatore cerca pretestuosamente di alzare cortine fumogene sulle forme, di buttarla in “cagnara?, lamentando presunti atteggiamenti offensivi e deformando situazioni in assenza di testimoni.
Il problema è un altro: il Senatore Ciccanti evidentemente abituato a criticare e ad impartire lezioni a tutti non ci sta a subire critiche e a non ottenere la prima e l’ultima parola in ogni occasione…
Invece che dare del prepotente ed intollerante agli altri penso che il Senatore farebbe bene a fare un bagno di umiltà ed a verificare meglio i dati prima di pontificare ai quattro venti”.

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