SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ stata prorogata al 31 dicembre 2005 la definizione dei canoni demaniali, in scadenza il 31 ottobre. Grande soddisfazione da parte dell’ITB marche, che da sempre si batte per lo stralcio definitivo del provvedimento. L’incontro che ha avuto luogo a Rimini il primo ottobre è stato l’ennesima occasione per manifestare la contrarietà degli imprenditori balneari agli aumenti dei canoni, dando così seguito alle iniziative di protesta che hanno avuto luogo in alcune località balneari come quella di fine Luglio (“Ri-chiudiamo l’ombrellone contro l’aumentone?), sciopero che ha visto la partecipazione di molti bagnanti, consapevoli di essere loro stessi le principali vittime degli aumenti dei canoni demaniali.
Segue parte del volantino distribuito all’incontro di Rimini, nel quale gli operatori turistici hanno rimarcato con grande determinazione la loro protesta contro un rincaro che porebbe determinare la scomparsa di numerose imprese balneari e il conseguente declino del sistema turistico italiano.
“Decisamente ci aspettavamo, da parte dei sindacati, una azione diversa, congiunta, incisiva e risolutrice, finalizzata a scongiurare gli oramai certi aumenti dei canoni demaniali. Dovevamo far sentire ancora più forte la nostra voce , le nostre preoccupazioni per il futuro del turismo balneare perché sarebbero state qui amplificate, adoperando appunto questa cassa di risonanza per fare arrivare le nostre proteste che esprimono in modo inequivocabilmente il nostro NO alla risoluzione del Governo, mentre, incredibilmente, noi siamo qui a contestare i nostri stessi sindacati di categoria per le loro insindacali, non eque, non congrue e sconcertanti proposte che stanno dividendo la categoria… Gli aumenti risultano improponibili e formulati in un momento di vera crisi economica per il settore turistico balneare che ha bisogno di maggiori investimenti sia da parte nostra che dello Stato, per la salvaguardia delle coste, della sicurezza in mare, dell’ambiente, che necessiterà, in futuro, di servizi innovativi, strutture qualificate e moderne, attrezzature all’altezza delle nuove esigenze dei turisti, e, con la possibilità di praticare prezzi competitivi ed adeguati a fronteggiare la crescente concorrenza straniera.. Dalla proposta risulta evidente che chi più ne ha, di arenile, meno paga, un concetto vantaggiosissimo solo per i nostri rappresentanti sindacali (mega o grandi concessionari) i quali hanno così “contrattato? il proprio aumento sulle spalle di noi piccoli concessionari di spiaggia, è questo il sistema di calcolo, inversamente proporzionale, che ci penalizzerà nel tempo, ogni qual volta lo Stato avrà bisogno di fare cassa, noi saremo costretti a subiremo purtroppo le peggiori conseguenze”.

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