SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Goleada granata nell’amichevole di metà settimana. Gli uomini di Costantini hanno battuto con un tennistico 6-1 l’Angri, compagine campana militante nel girone G della serie D. In gol sono andati Di Vicino (doppietta), Melara (doppietta), Romondini e Rodriguo Bengua, l’uruguaiano portato in Italia dall’ex consulente di mercato della Sambenedettese Vincenzo D’Ippolito, trasferitosi poi al club di Antonio Lombardi. Per l’attaccante sudamericano finora però c’è stato davvero poco spazio a disposizione.
Tornando alle condizioni della truppa granata, ieri si sono allenati a parte i soli Vastola e Scotti.
Ma a tenere banco nell’ambiente salernitano è ancora il caso Fresi. Il difensore, rescisso il contratto che lo legava alla sodalizio campano, ha spedito ad alcune testate locali una lettera indirizzata principalmente ai tifosi, “a tutti quelli che mi hanno sostenuto sui giornali, in televisione e a tutti i tifosi che per strada mi fermano per dirmi di non mollare…è per voi che vorrei calcare ancora il prato verde…?.
Sembra infatti, come si evince da queste ultime parole, che il giocatore sardo stia riflettendo sull’opportunità di appendere gli scarpini al chiodo, anche se l’ipotesi di una chiamata da parte dell’ex presidente Aliberti, il quale il prossimo 7 novembre partirà nella nuova avventura in Terza Categoria con la Salernitana Sport, l’altra squadra cittadina, lo alletterebbe.
“Se mi dovesse chiamare – confessa Fresi nella sopraccitata lettera – non potrei dirgli di no…non c’è tradimento perché qui sono io ad essere stato tradito ed ora sono libero di fare quello che voglio. Perché badate bene per me non c’è Salernitana Sport o Salernitana Calcio, sono due espressioni della stessa cosa: Salerno…ed entrambe vanno sostenute ed aiutate?.
Ma è la parte iniziale della missiva a calamitare le attenzioni: l’ex difensore granata infatti ne ha sia per la proprietà, sia per l’allenatore Maurizio Costantini. “A Salerno non sono venuto né per la gloria né per i soldi (percepivo lo stipendio minimo mensile e mi chiamano pure mercenario?) ma solo per passione. Salerno è la mia città e io non potrei volere che il bene della Salernitana. E per questo che ho appoggiato il progetto dei Costruttori e ho fatto da tramite con alcuni giocatori. […] La strada più breve era partire dalla C1 ma non me l’hanno permesso perché in una squadra e in una società quando un giocatore inizia a capire che ci sono determinate cose che non vanno, diventa un giocatore scomodo. A chi dice che rifiutando la panchina non mi sono dimostrato un professionista rispondo che essere professionista non significa accettare i comportamenti scorretti altrui o essere preso in giro. Qui si tratta di rispetto della persona in quanto persona prima ancora che professionista. E su quello proprio non transigo. Le polemiche giornalistiche quelle poi le ha alimentate Costantini con le dichiarazioni che ha fatto in conferenza stampa e con le quali si è condannato da solo?.

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