SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica di riposo, la prossima, per il torneo di terza serie. La prima sosta, di qui alla fine del campionato se ne conteranno altre tre (25 dicembre, 1° dicembre, 12 febbraio), arriva in un momento propizio per la Samb, che dopo l’avvicendamento in panchina maturato la scorsa settimana ha bisogno di lavorare e perfezionare l’intesa con Luciano Zecchini.
Problemi vecchi per il nuovo condottiero rossoblù, che alla ripresa potrebbe ritrovarsi a dover fare i conti con più di qualche assenza, tra acciaccati, infortunati e squalificati. L’ex allenatore del Teramo ha indetto per questi giorni sedute di lavoro doppie, in modo tale da avere la possibilità di conoscere e valutare al meglio le potenzialità dell’organico a disposizione. Lo farà sostenuto da un ambiente che ha ritrovato il sorriso dopo le ultime settimane vissute in preda a vere e proprie crisi di nervi. Aiuta anche questo.
Ma andiamo a tracciare un breve bilancio della stagione nella divisione A dopo queste prime nove giornate. Tradotto: un quarto del torneo se ne è andato; lungi da noi voler proporre giudizi definitivi, si può comunque avere già chiara una sorta di griglia di valori all’interno del girone.
Bicchiere mezzo pieno, nonostante le infinite traversie, in casa Samb. Si rifiata potendo contare su un discreto bottino in classifica. 15 punti (appena uno in meno rispetto a quelli ottenuti l’anno passato dalla banda Ballardini), frutto di cinque vittorie e di quattro sconfitte. Nessuna voce alla casella delle X. I rivieraschi sembrano non conoscere mezze misure. Se in casa sono arrivati quattro successi su cinque, il vero e proprio tallone d’Achille dei marchigiani è rappresentato dalla trasferte, dove si smarrisce la bussola: tre sconfitte su quattro, sette gol subìti, quattro realizzati. Zecchini ha insomma di che lavorare.
E a proposito di correttivi, il reparto che abbisogna di maggiori interventi è indiscutibilmente la difesa, la seconda peggiore del girone, avendo incassato la bellezza di 13 reti. Peggio ha fatto solo il fanalino di coda Fermana (16). Ci si aggrappi al rientro di Zanetti e magari al ‘recupero’ di qualche altro effettivo, sinora un poco in ombra.
Fiore all’occhiello di contro l’attacco, forte di Marco Martini – goleador della squadra con 5 reti – e di Gabriele Scandurra, a segno in tre circostanze. Gli altri marcatori rossoblù sono Perrulli, De Pascale e De Lucia, oltre al teramano Angeli, protagonista di una sfortunata autorete nel corso di Teramo-Samb.
Ciononostante, a riprova di quanto abbiamo ripetuto in più di una circostanza, le altre squadre non fanno sfracelli. Torneo mediocre. Come dire: con qualche rinforzo in riva all’Adriatico si potrebbe dare corpo a sogni d’altro lignaggio. Capolista lo Spezia, con 19 punti, quattro lunghezze più in su di Martini e soci. I liguri sono una sorpresa fino ad un certo punto. Se anche il sodalizio bianconero alla vigilia è partito a fari spenti, l’organico agli ordini di mister Soda è di prim’ordine, specie in avanti, dove compaiono ‘bocche da fuoco’ del calibro di Guidetti (capocannoniere del girone con 8 centri) e Varricchio (4), oltre alla sorpresa Pelatti (4 gol anche lui).
Imprevista invece la partenza a razzo (freno a mano tirato in ogni caso nelle ultime giornate, alla luce dei tre pareggi consecutivi) della matricola Monza, affidata alle cure di un vecchio ‘lupo di mare’ della C come Giuliano Sonzogni. Calo recente a parte, i biancorossi si stanno dimostrando formazione solida, continua e affidabile. Potrebbe insomma arrivare sino alla fine e giocarsi quantomeno un posto ai play off.
Solido – e destinato a crescere – pure il Genoa, che pian piano sta ingranando la marcia giusta, pur senza ammazzare il campionato, come magari ci si poteva aspettare scorrendo i nomi che ne compongono la rosa. Per Vavassori e compagnia però i guai sembrano non avere mai fine; dopo i tre punti di penalizzazione in seguito alle note vicende estive, la Commissione Disciplinare ne ha chiesti altri quattro per la questione inerente alla clausola compromissoria. Nella Liguria colorata di rossoblùsi vivono altri giorni con il fiato sospeso.
Il tracollo di Pizzighettone – a proposito: una piacevole sorpresa la compagine allenata da Roberto Venturato – intacca il primo bilancio da stilare in casa Padova: ci si attendeva forse qualcosa in più dalla super-squadra di mister Pellegrino, anche se gli attuali 16 punti non paiono da disprezzare se, soprattutto, dopo la sosta, ci sarà il pronto riscatto.
Discorso all’inverso per il Teramo che dopo un avvio stentato (tre punti nelle prime quattro gare), ha intrapreso il passo giusto (11 punti nelle ultime cinque partite, come solo Spezia è riuscito a fare). Il pari conseguito sul campo della capolista è quanto mai sintomatico: la Cari band è destinata a recitare un ruolo significativo d’ora in avanti.
In ripresa anche il Pavia che dopo un inizio a fasi alterne, si è rimesso in carreggiata con le ultime due vittorie di fila, mentre Novara e Salernitana (più quest’ultima), sono da annoverare tra le maggiori delusioni del girone A. Partite con ben altri propositi si ritrovano nel limbo di mezzo, vittime di stenti e di polemiche intestine. I campani con i tre punti di domenica scorsa hanno spezzato un digiuno che durava da sette giornate.
In calo il Giulianova, anche se forse era preventivabile che i giallorossi non potessero sostenere un determinato ritmo di punti (8 dopo la quarta giornata). In coda male il Ravenna e la Fermana, rispettivamente penultima e ultima forza del torneo, detentrici dei peggiori reparti difensivi e avanzati del girone.
I NUMERI DEL C1/A. Dopo 81 partite il girone A ha archiviato 35 vittorie interne, 27 pareggi e 19 successi in trasferta. Rispetto al girone B è più in auge l’impresa corsara: 36 ‘1’, 33 ‘X’ e solo 12 ‘2’ per Napoli e soci. 180 le reti messe a segno: 103 dalle squadre di casa e 77 dalle viaggianti. Il girone A è, come da tradizione, molto più prolifico del B dove si è fermi a quota 145 marcature (92+56).
Ancora cinque gli 0 presenti in classifica: nessuna sconfitta per Spezia, Monza e Genoa, nessun pareggio per la Samb, nessun successo per la Fermana.
94 i bomber andati a segno, ben 9 sono del Padova, la compagine che vanta la suddivisione più equa delle proprie realizzazioni (14). Tra i cannonieri comanda, con 8 centri, lo spezzino Guidetti.
19 le reti segnate in zona Cesarini – tra le quali annoveriamo quella, risolutiva (2-1), di Martini, nella gara d’esordio contro il Novara. Il Genoa ne ha segnate 3, tutte, però, superflue per il risultato; la Fermana ne ha incassate già 4.
E ancora: la Fermana è rimasta senza segnare per 479’; attualmente il digiuno più lungo è del Ravenna con 236’. Di contro il record stagionale di imbattibilità è del Monza con 390′; ora comanda il Genoa con 360′.
31 i rigori concessi, di cui 10 falliti: Teramo e Genoa le squadre che ne hanno beneficiato maggiormente, con 5 penalty a testa; ironia della sorte del due formazioni sono state anche quelle che ne hanno sbagliati di più: rispettivamente 3 e 2. Ancora a secco Cittadella, Fermana e Pro Sesto. La Pro Patria è invece la squadra che ha dovuto subìre più tiri dagli 11 metri: 5. Dietro, con 4 rigori a sfavore, Lumezzane e Spezia.
Infine: al Novara la palma di squadra più ‘cattiva’ del girone, avendo gli azzurri all’attivo 31 gialli e 3 rossi. Segue la Samb con altrettante espulsioni, ma con 25 gialli. Giulianova e Pizzighettone invece, le compagini più disciplinate con nessun rosso e 17 gialli.
BORSINO ROSSOBLU’. Nessuna novità di rilievo. Oggi la squadra ha sostenuto una seduta di allenamento doppia, presso l’impianto di Porto d’Ascoli. Fermi i soliti Tedoldi, Rosati, Guastalvino e De Pascale; Perrulli ha lavorato a parte, mentre hanno ripreso a pieno regime Femiano, Scandurra e De Rosa. Domani pomeriggio, alle 15.30, amichevole al Ciarrocchi contro l’Hatria.

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