MILANO – Gli stadi semivuoti. I biglietti troppo cari. I disagi legati al decreto antiviolenza del ministro Pisanu. Un calcio sempre più da salotto (satellitare e digitale) e sempre meno da spalti. Impianti obsoleti, scomodi, privi di servizi, con pochi parcheggi. Uno scenario apocalittico che genera disaffezione e inquietudine. L’inchiesta della Gazzetta ha prodotto l’idea di un Forum con un tavolo eccellente: da Carraro a Petrucci, Galliani, a presidenti di serie A e B. In poche parole i maggiorenti del football e dello sport italiano.
Di solito questi dibattiti si concludono con un blabla senza costrutto, tante opinioni in libera uscita che non facilitano la soluzione dei problemi. Stavolta no. C’è un segnale di svolta, ci sono idee, progetti, determinazione a rendere meno paradossale il caso italiano: un Paese di tifosi con stadi inadatti a ospitare quello che viene ancora considerato il più bel gioco del mondo. E’ emerso l’impegno a dedicare la prossima assemblea di Lega al caro biglietti. Si va, ce lo auguriamo, verso un calmiere che avvicini i tifosi alla squadra del cuore (Carraro e Petrucci si sono spesi molto su questo punto) tenendo conto dei soldi versati in anticipo dagli abbonati. Insomma bisogna trovare un modo per abbassare i prezzi e non scontentare chi ha dimostrato una grande fiducia nei confronti del proprio club.
Ma la questione più rilevante è legata alla costruzione di nuovi stadi o al rifacimento di quelli attuali. Il Milan ne avrà uno tutto suo, l’Inter pure (addio San Siro), la Juve è pronta a ridisegnare il Delle Alpi, Livorno e Palermo stanno marciando verso nuove realtà. E qui è necessario far fronte comune (prendendo esempio dall’Inghilterra) per avere una legge che faciliti i finanziamenti e consenta alle società di assumere la proprietà degli stadi. Solo così potranno aumentare i ricavi e la competitività.
D’altronde se vogliamo ospitare i campionati europei del 2012 dobbiamo muoverci in questa direzione. Come ricorda Galliani, nessun campo italiano possiede le quattro o cinque stelle richieste dall’Uefa per ottenere l’assegnazione di grandi eventi. Nè possiamo rischiare di trasformare definitivamente il calcio in un sport salottiero dove basta schiacciare un pulsante del telecomando per assistere a una partita. Costa poco e non corri pericoli.
Questo Forum deve essere un punto di partenza per una rigenerazione radicale del sistema. I prezzi dei biglietti e gli stadi moderni ne rappresentano una parte. Il resto lo devono fare i protagonisti: più fair play e meno atti isterici, meno violenza in campo e fuori, un abbattimento dei costi degli ingaggi, più trasparenza e più onestà. Non è facile realizzare tutti i buoni propositi ma dobbiamo sentirci impegnati nella costruzione di un modello alternativo. Solo così le famiglie si riavvicineranno agli spalti per 90 minuti di puro divertimento.
Quante volte abbiamo lanciato allarmi sul giocattolo che rischia di rompersi? E’ vero che la popolarità del calcio è ampia e attraversa tutte le fasce sociali. Ma è anche vero che senza un autentico segnale di svolta il tonfo può essere devastante. Basta poco. Basta star fermi, incassare gli euro dei diritti tv e non pensare a ciò che può avvenire domani. I dirigenti dello sport più amato lo hanno capito, lo ha capito il presidente del Coni (i riflessi sulle altre discipline sarebbero catastrofici). E noi li incalzeremo per favorire la metamorfosi: da idee a fatti concreti.
Fonte: gazzetta.it

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