SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si resta nella media. 3mila presenze, poco più, al Riviera delle Palme (2.940 ufficiali) per l’impegno casalingo numero cinque della stagione. Non molto al di sopra dei numeri fatti registrare di recente – 2.868 contro la Fermana, 2.852 contro il San Marino – e, soprattutto, a dispetto dell’accantonamento dei famigerati biglietti nominali e dell’arrivo sulla panchina rossoblù del tecnico Luciano Zecchini.
3mila dunque. Pochi? Tanti? Una media infondo tipica della terza serie (2.281 nel girone A, 2.909 nel girone B). Preferiamo dare il giusto risalto al comportamento di quanti ieri hanno voluto seguire la Samb. Fantastici.
Si faccia un distinguo. La Nord è partita un poco prevenuta nei confronti della squadra – almeno a parole, perché in quanto a incitamento, la Cioffi ha subito lasciato intendere le proprie intenzioni – ammonendola con un perentorio “Solo per la maglia, non per chi la indossa!?, per poi, cammin facendo, riallacciare quel feeling che ultimamente era mancato. Nella seconda parte della ripresa l’intero stadio ha dato una mano ai ragazzi della curva e si sono vissuti momenti da vera e propria pelle d’oca. Di più: al triplice fischio di chiusura dell’arbitro si è potuta riammirare la Samb ‘planare’ sotto il settore, a festeggiare l’importante vittoria.
La tribuna, appunto. Generosa sin dall’inizio, stavolta restia a sottolineare gli errori dei calciatori vestiti di rossoblù con insulti e fischi, ha anzi più volte applaudito e incoraggiato la Samb, per poi dare il meglio di sé, come detto, nell’ultima porzione dell’incontro. Svestiti panni solitamente borghesi? Aspettiamo conferme.
Segnaliamo inoltre, confessiamo di non essercene accorti l’altro ieri, la presenza, in curva Nord, di un manipolo di ragazzi provenienti dalla Francia. Sei ultras transalpini di Montpellier, squadra che milita nella Ligue 2 francese (corrispondente alla nostra serie B). Nella parte superiore della curva rivierasca, sopra il tazebao Curva Nord Massimo Cioffi, ha fatto bella mostra di sé la pezza della Butte Paillade 1991, accanto a quella con su impressa la dicitura Diffidati, gruppo francese che segue le sorti della compagine di Montpellier, in visita a Onda e soci dopo aver presenziato anche alla trasferta in quel di Teramo, lo scorso 4 settembre.
Una sorta di viaggio di studio per i sostenitori d’oltralpe che hanno conosciuto la Nord rossoblù leggendo due famose riviste che seguono le sorti del tifo organizzato italiano, vale a dire Supertifo e Fan’s Magazine. Alla fine, dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, la Butte ha promesso di tornare. A presto.
Convergendo ai numeri della domenica numero nove in terza serie, nel girone A è il Breda di Sesto San Giovanni a menare le danze, coi suoi 4.300 (ufficiosi) che hanno fatto da cornice, sabato scorso, all’anticipo tra i locali ed il Genoa, forte, al solito, del numeroso seguito di tifosi (quasi 2mila).
Nell’altra divisione primeggia il Renato Curi di Perugia con 4.692 presenze, mentre da segnalare risultano appena altri tre impianti: il Porta Elisa di Lucca che saluta il debutto di Gigi Simoni sulla panchina rossonera in 4.270, il Picco di La Spezia (3.849) e il Tursi di Martina Franca (3.389), che fa festa per il pari conseguito dalla Trillini band al cospetto del Napoli. Poi viene il Riviera.
Ancora: 2.746 a Grosseto (derby col Pisa per i biancorossi), 2.710 a Novara per la sorta di derby tra gli azzurri ed il Pavia, 2.500 (ufficiosi) a Gela, 2.428 a Salerno – sotto gli occhi di tutti la scollatura tra la tifoseria granata e il club del presidente Antonio Lombardi – 2.400 a Lanciano (ufficiosi), 2.359 a Castellammare di Stabia – dove si sono registrati degli scontri tra un gruppo di tifosi delle ‘vespe’, decisi a contestare la squadra dopo la sconfitta interna patita al cospetto del Chieti, e le forze dell’ordine – 2.129 a Manfredonia, 1.701 a Sassari, 1.523 a Giulianova, 1.383 a Busto Arsizio, 810 a Fermo e 594 a Pizzighettone.

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