*Ho letto sul vostro quotidiano, con non poca sorpresa, il giudizio rilasciato da Giovanni Gaspari riguardo i toni del mio intervento fatto nel corso della riunione del comitato di quartiere Agraria in materia di PAI (Piano per l’Assetto Idrogeologico) del fiume Tronto.
*Una sorpresa derivante dal fatto che il mio intervento non è stato affatto polemico, bensì rivolto a sottolineare quali sarebbero le gravi conseguenze per la città nel caso in cui venisse confermato l’attuale PAI e l’attuale inerzia di Provincia e Regione in materia di opere infrastrutturali.
I suoi gregari di zona devono averlo informato male, essendo egli assente in quella circostanza.
Mi preme sottolineare come l’atteggiamento di Gaspari su un tema così delicato sia un po’ troppo superficiale, così come vorrei sapere se egli sostiene di non condividere la mia posizione riguardo l’assoluta necessità di progettare e realizzare il ponte della ferrovie che consentirebbe un drastico abbattimento del rischio esondabilità.
Posso anche convenire sul fatto che chi aveva la delega all’Urbanistica nella passata Amministrazione, prima Sestri e poi Martinelli, abbia dormito, ma stigmatizzo il comportamento di chi, come Gaspari, vorrebbe far credere che dopo 13 anni di immobilismo siano 3 mesi di ritardo nella presentazione delle osservazioni ad aver generato la preoccupazione della cittadinanza.
Perché di questo si tratta. Gaspari dovrebbe sapere che le pur tardive osservazioni del Comune di San Benedetto del Tronto, sulla base delle quali invitiamo l’Autorità di Bacino a non perdere un minuto di più affinché provveda al declassamento dei vincoli, potranno produrre effetti positivi per quanto concerne l’aspetto economico e sociale, ma non sono altro che carta straccia per quanto riguarda la risoluzione del problema della sicurezza dei cittadini.
Mi auguro che Gaspari convenga con AN che sono necessarie quelle opere infrastrutturali, in primis il ponte FS, per le quali dall’anno 2000-2001 sono a disposizione 33 miliardi di vecchie lire.
Non intendiamo fare polemica di alcun genere, ma ritengo più che legittima l’iniziativa promossa dai rappresentanti istituzionali di AN in Provincia e Regione di presentare interrogazioni consiliari per conoscere le ragioni di tale inspiegabile immobilismo.
*Il coordinatore
Luigi Cava

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