GROTTAMMARE – Difficile la situazione che il Grottammare sta attraversando da inizio campionato. E per certi versi alquanto imbarazzante visti gli ottimi risultati del recente passato. La colpa? Di tutti e di nessuno. Possono capitare annate in cui ogni cosa non va come deve andare, l’importante è non scoraggiarsi ma far scaturire il meglio da ciò che si ha.
Il Grottammare non è inferiore alla squadra che la primavera scorsa ha sfiorato i play off per questioni di punti. Né sotto l’aspetto tattico che tecnico, ci sono giocatori pur sempre giovani che però hanno potuto assaporare palcoscenici di lustro come Puglia (un passato nelle file del Giulianova in C1), Travaglini (ha ben figurato ad Ascoli) e un paio di giovani dalla Fermana.
È anche normale e per nulla scontato esonerare un allenatore quando i risultati non arrivano per una serie di motivi prettamente calcistici. L’avvicendamento da Marocchi ad Amaolo doveva essere la scossa per tornare sulla retta via, quella del successo. Così non è stato, due partite (escludendo la Coppa Italia) per il nuovo trainer e altrettante sconfitte.
Il Grottammare ha un solo punto in classifica, occupa attualmente la penultima posizione. Decisamente non consona al blasone del club del presidente Pignotti, dopo anni di importanti trionfi e rilevanti conquiste anche sul piano mediatico. I biancoazzurri devono trovare la forza per reagire fronteggiando la crisi con tutta la tranquillità e la determinazione che hanno sempre contraddistinto il Grottammare. Una vittoria sarebbe la fine di un incubo e l’inizio di un sogno, quello che porta alla salvezza.

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