SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Spiacevolissimi episodi, che nulla hanno a che vedere con il gioco del calcio, sono accaduti nella notte di domenica al ritorno del pullman della Samb Calcio da Pavia. A parlarne è stato Beppe Dossena, direttore sportivo della Samb, che ha parlato a nome dell’intera società rossoblu (il presidente Umberto Mastellarini in questo momento accusa un leggero stato di malore dovuto, probabilmente, alla tensione delle ultime ore).
“Si è trattato di episodi molto gravi – spiega Dossena – A nome della società non tollereremo ancora atteggiamenti e provocazioni di questo genere. I giocatori possono avere mille difetti, ma non si può andare sotto casa, dalle famiglie e dai bambini piccoli, ed infastidire gente che non c’entra nulla?.
Dossena è stato preciso: “Nessuno può togliere ai nostri calciatori la libertà e il desiderio di svolgere la propria professione. In questo momento non c’è serenità, ma i calciatori hanno paura per le persone che sono attorno a loro?.
“Nessuno di loro ha chiesto la rescissione del contratto – afferma Dossena – ma, aggiungo io, nessuno l’ha ancora chiesta. C’è grande malessere e timore: denunce non credo che ne siano state fatte, ma non posso escludere che ce ne possano essere, è una cosa che non mi riguarda direttamente. Non ci sono stati atti di violenza su persone ma questo è stato un rischio concreto. Se a San Benedetto vogliamo far bene, occorrono le garanzie di serenità necessarie. E sia chiaro: in campo accettiamo qualsiasi contestazione, ma non ciò che può avvenire a 4 o 6 ore dopo la partita?.
Dossena, ad una esplicita domanda, va oltre: “C’è il rischio concreto che questa squadra non riesca ad andare in campo. Ci possono andare le loro maglie e le loro gambe, ma non le loro teste?.

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