AMANDOLA – Ci risiamo! A oltre un decennio dall’istituzione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è di giorni fa la notizia che alcuni Comuni del versante ascolano sono tornati a chiedere l’innalzamento dei confini del Parco ad alta quota, e di conseguenza l’uscita dei centri abitati a valle dagli “insopportabili vincoli? che il Parco imporrebbe.
“Una scelta esagerata e miope? sottolineano Legambiente Marche e il Circolo Legambiente I Sibillini di Amandola “Sconforta apprendere che alcuni Comuni si siano mossi per chiedere l’innalzamento dei confini del Parco, desiderando di fatto l’uscita dallo stesso dei centri abitati. La presenza del Parco è prima di tutto un’opportunità di sviluppo ambientale, economico e sociale per il territorio compreso, non certo un fardello né un limite insopportabile. L’appartenenza al Parco infatti conferisce valore aggiunto alla qualità dei prodotti, del turismo e delle economie all’interno: tutti elementi che ne aumentano ulteriormente l’attrattività?.
A dimostrarlo sono anche gli investimenti e le risorse che l’istituzione del Parco ha portato con sé negli anni: basti pensare alla riqualificazione del sentiero delle svolte a Foce di Montemonaco, al Chiostro di San Francesco che ospita il Museo Antropogeografico, al Centro visita di Amandola, alla costituzione della Rete dei rifugi nel Grande anello dei Sibillini e l’istituzione del Sistema Museo territoriale in rete.
“Non neghiamo – continuano il regionale e il circolo locale di Legambiente – che la gestione del Parco attuata finora sia stata troppo “chiusa? e a lungo andare abbia finito col produrre una sorta di are protetta “roccaforte?, incrinando ed esasperando irrimediabilmente i rapporti tra Parco, Enti Locali e cittadini. Ma la richiesta dei Comuni di sottrarre al parco alcune porzioni di territorio, non è certamente una risposta saggia! Ciò che invece auspichiamo è che, riconosciute ognuno le proprie responsabilità e messi definitivamente da parte quegli interessi di bottega che fino ad oggi hanno esasperato la questione, l’Ente Parco, i Comuni e tutti i soggetti coinvolti riavviino al più presto un confronto serio e diretto per convergere infine su un progetto comune e condiviso di riconsolidamento del Parco, perseguendone la crescita ambientale, economica e sociale.
Un percorso impegnativo, ma fattibile, alla cui riuscita contribuirebbe senza dubbio anche la fine del commissariamento e una presidenza stabile del Parco?.

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