SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A ‘riposo’ il Ferraris ed il San Paolo (Genoa e Napoli erano infatti impegnati in trasferta), le presenze in terza serie, manco a dirlo, deludono. Appena tre gli impianti che meritano menzione: il Porta Elisa di Lucca, teatro del derby tutto toscano tra la formazione di casa ed il Pisa – ben 8.971 spettatori; in pratica, vista l’attuale situazione nello stesso torneo cadetto, un numero degno del campionato di serie B -, il Picco coi suoi 4.958 sugli spalti e l’Arechi di Salerno (4.606); in quest’ultimo caso fa davvero specie constatare come un incontro che meriterebbe, per il blasone delle due tifoserie, come minimo la massima serie, riesca a richiamare la miseria di 5mila persone. Le motivazioni, in ogni caso, sono molteplici. Non approfondiamo.
Escluso forse lo Zaccheria (3.940), i restanti stadi non fanno registrare afflussi degni di nota. Riviera delle Palme compreso. In rigoroso ordine decrescente: 3.500 a Castellammare di Stabia, 2.868 a San Benedetto del Tronto (nonostante tutto è la sesta piazza più numerosa della giornata) 2.566 a Gela – i siciliani ospitavano il Napoli -, 2.523 a Novara, 2.337 a Massa Carrara, 2.266 a Manfredonia, 2.200 (ufficiosi) a Sesto San Giovanni, 1534 a Pistoia, 1.465 a Martina Franca, 1.435 a Busto Arsizio, a 1.200 (ufficiosi) a Teramo, 1.000 (anche questi ufficiosi) a Lanciano, 455 a Cittadella e 437 a Pizzighetone.
Due annotazioni in merito alla domenica vissuta al Riviera. Abbiamo appreso con piacere che la risposta in sede di campagna abbonamenti del pubblico di fede rossoblù è stata maggiore rispetto al conteggio effettuato il giorno stesso della sua chiusura, in concomitanza con il match casalingo contro il San Marino. Allora erano state conteggiate 1.659 tessere, l’altro ieri invece la distinta col numero degli spettatori che hanno presenziato al derby con la Fermana recitava 1.714 abbonamenti. Numero che porta la platea nostrana subito a ridosso del pubblico del Novara – terzo nella speciale graduatoria delle tifoserie più fedeli della divisione A, dietro a Padova (2.095) e Genoa (15.355) – il quale si è assicurato 1.784 tessere.
Da ultimo facciamo notare come i 3mila scarsi di ieri pomeriggio sugli spalti del Riviera delle Palme – praticamente gli stessi che assistettero all’esordio contro il citato Novara – se pure costituiscano uno degli afflussi più bassi delle ultime sfide giocate contro la Fermana negli ultimi anni (2.981 la stagione passata, 4.505 nel torneo targato 2003-’04, 7.187 l’anno ancora prima), vadano inseriti in un contesto che tenga conto dei famigerati biglietti nominali. Botteghini chiusi – e se permettete non è propriamente la stessa cosa andarsi a comprare il biglietto al Samb Point o al Bar Astoria, ancorché aperti sino a pochi minuti dal via delle ostilità – e file corpose davanti a tribuna e curva Nord (oltre al biglietto andava presentato un documento di identità), che naturalmente hanno ritardato l’entrata allo stadio di molti.
A breve la società dovrebbe essere convocata in Prefettura per ridiscutere della capienza dell’impianto marchigiano; la Samb preme per ridurla sotto le 10mila unità – verrebbero scongiurate tutte le misure da ottemperare in caso contrario – anche se l’altro ieri, al di fuori dello stadio, abbiamo sentito dei tifosi non proprio favorevoli a questa soluzione, pensando alla sfida col Genoa (il prossimo 23 aprile) o all’eventuale appendice play off. Della serie: c’è qualcuno che nonostante tutto pensa pure agli spareggi…

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