SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I tre punti incamerati ieri pomeriggio dalla Samb sono davvero piccoli. Come la squadra che si è affrontata. Ultima in classifica e coi peggiori reparti difesivi e offensivi del girone. Ciononostante la Samb è riuscita a soffrire sino all’ultimo secondo, complicandosi la vita dopo un incontro che all’inizio dei due tempi, dopo il 2-0 e successivamente al rigore siglato da Scandurra, sembrava praticamente segnato.
Non ce ne voglia mister Galderisi che al termine del sofferto derby contro la Fermana ha lamentato una scarsa collaborazione da parte della stampa locale; lungi da noi criticare in maniera esacerbata il gruppo – financo scontato rimarcarne i limiti di natura caratteriale e tecnica – e soprattutto lo stesso allenatore rivierasco (che ha invero più di una scusante a suo favore), ma la Samb attuale non può lasciarci tranquilli.
Troppo fragile, facile preda di paure ancorché al cospetto del fanalino di coda del girone. Se ieri sono arrivati altri tre punti – con essi un quarto posto in classifica quanto mai prezioso – lo si deve alla scarsa precisione degli avanti canarini, alle parate di Di Dio – ascriviamo al portiere campano, tra i più criticati da sempre, una bella fetta delle ultime vittorie maturate contro San Marino e Fermana – e ad un pizzico di fortuna.
Ripetiamo quanto detto due settimane fa a riguardo della formazione di Francesco Buglio: il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio. Al contrario è arrivata una vittoria, come non mai benedetta, e da questa si deve ripartire per vivere una settimana un poco più tranquilla di quella passata. Non sarà facile, perché dopodomani i rossoblù sono attesi dall’impegno di Coppa Italia (a Marcianise) – più che altro un fastidio, alla luce dell’esiguità dell’organico a disposizione di mister Galderisi; impossibile attuare il turn over – mentre domenica prossima renderanno visita al Pavia, reduce dalla pesante scoppola della Spezia.
Anche e soprattutto in ragione degli impegni che attendono la compagine marchigiana, vogliamo comunque guardare al buono che si può ricavare dalla vittoria del derby. Per esempio? La grinta e l’ardore coi quali Scandurra e soci hanno arpionato i tre punti; indiscutibile la voglia con cui gli undici di casa sono entrati in campo e le due reti a stretto giro di posta ne sono la testimonianza. Il rovescio della medaglia? Le incertezze ed i timori palesati negli ultimi venti minuti di partita, ovvero in seguito al gol del 3-2 canarino. Peccati di gioventù, ma al contempo eccessiva tensione trasmessa da un ambiente che sta presentando il conto dopo mesi disgraziati. I fischi piovuti sulla squadra vanno interpretati e soprattutto divisi con la società; il popolo rossoblù è letteralmente estenuato dalle polemiche e dalle incertezze che si rincorrono ormai da questa estate. Mettiamoci pure che la B manca da più di quindici anni e il quadro è completo.
Si diceva dei pro. Continuiamo: la ritrovata vena dell’attacco, il quale nelle precedenti quattro giornate aveva segnato col contagocce (due reti); meriti equamente divisi tra Scandurra e De Lucia, che hanno saputo degnamente sopperire all’assenza di Martini.
Positivo anche il rientro, a distanza di quasi sette mesi, di Gianluca Zanetti, il quale nel proseguo del torneo potrà fare molto comodo a Galderisi, anche in considerazione del fatto che la retroguardia rossoblù (11 gol al passivo) è, insieme a quelle di Teramo e Pro Sesto, la seconda difesa più perforata del girone. Per intenderci: peggio ha fatto solo la Fermana (15).
Ci sembra inoltre meritevole di essere rimarcata la prestazione dell’uruguaiano Yantorno, che se anche non ha fatto sfracelli, ha disputato una gara giudiziosa lungo la corsia di centrocampo di competenza e si candida a poter rivestire il ruolo di utile alternativa a disposizione della compagine rivierasca.
Da ultimo: il gruppo. Ieri in sala stampa un nostro collega ha avanzato il dubbio che, almeno stando a quello che si vede in campo, non ci sia coesione di intenti negli effettivi rossoblù. Galderisi si è opposto con forza a tale supposizione; viene da credergli, specie perché l’impressione è che gli errori e le amnesie di cui si fa portatore il citato gruppo sono figli della paura di sbagliare e di tradire le attese di una piazza esigente, ma soprattutto molto attaccata alla Samb. Di più: ‘Nanu’ sembra piuttosto sulla buona strada per cementare quel gruppo che l’anno passato, a Viterbo, aveva fatto parlare di sé; semmai lascia perplessi il fatto che i giocatori rossoblù paiono ogni volta necessitare, per risollevarsi dalle difficoltà, di una scossa energica e decisa da parte della tifoseria e dell’ambiente tutto. Anche ieri si è visto come poi preparare le partite in determinati contesti emotivi possa rivelarsi più che controproducente.
Se la Samb stenta, il girone A non regala nel complesso grosse emozioni. Settima giornata ancora nel segno dello Spezia che seppellisce di gol (quattro) il malcapitato Pavia. Gli ‘aquilotti’ rappresentano, indiscutibilmente, la migliore compagine del torneo: primo attacco (15), migliore difesa (3; insieme al Monza), nessuna sconfitta all’attivo e terza vittoria consecutiva. Inarrestabile la marcia dei liguri, seguiti solo dal Monza, che pur soffrendo sul campo di un Teramo in crescita (7 punti nelle ultime tre partite, a fronte dei 3 incamerati nel corso delle prime quattro giornate), mostra la consueta solidità e la praticità degna di una formazione di alto lignaggio.
Il campionato attende d’altro canto il Genoa, inguardabile in quel di Salerno. I padroni di casa ai punti avrebbero vinto la contesa, in ogni caso i fischi del pubblico dell’Arechi rispecchiamo al meglio una partita piuttosto bruttina. Segnaliamo, in casa granata, la frattura (sanabile?) tra mister Costantini ed il difensore Salvatore Fresi, mandato in tribuna dopo il rifiuto da parte dello stesso giocatore di andare in panchina.
Pareggia il Padova – e può andarle benissimo il punto dello Speroni – al cospetto di una Pro Patria che ancora una volta non riesce a vincere tra le mura amiche. Partita nervosa quella tra bustocchi e patavini: tre espulsi e altrettanti ammoniti. Un gol di Lolli al 91’ salva la Pellegrino band.
Va peggio al Giulianova, orfano di Catalano e, all’ultimo, di Memmo. I giallorossi escono con le ossa rotte dal Tombolato, al cospetto di un Cittadella che ha meritato l’intera posta. Recrimina il Novara, raggiunto in extremis dal Lumezzane, attraverso un rigore molto contestato che costa l’espulsione al difensore azzurro Colombini e al tecnico Cabrini. In Piemonte, dopo un buon avvio, la vittoria manca da ben quattro turni.
In coda vince la seconda partita della stagione il Pizzighettone – ai danni del Ravenna -, mentre nell’anticipo di sabato impattano Pro Sesto e San Marino.

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