SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È “Nichi”, documentario di Gianluca Arcopinto il vincitore della XII Rassegna del Documentario Premio Libero Bizzarri, che si è svolta da martedì 4 a sabato 8 ottobre a San Benedetto del Tronto.
Il protagonista della pellicola di Arcopinto è Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia. Il documentario, nato da un’idea di Alessandro Contessa e prodotto dallo stesso regista, è stato votato dalla giuria, presieduta dal Direttore artistico Gualtiero De Santi e composta da Maria Pia Fusco, Graziella Galvani, Enzo Grandinetti, Gianfranco Mingozzi e Silvana Silvestri, perché, a detta degli stessi giurati “è un film di grande tensione ideale e emotiva, in cui il pensiero del presente si intreccia a un’ansia del futuro che ha le radici nella nostra vicenda nazionale, e dove l’espressione evolve un modello di opera militante nella vita e nella cultura”.
Oltre alla pellicola del vincitore, a cui è andato un compenso in denaro di 7500 euro, sono stati assegnati numerosi altri premi.
Il riconoscimento per la migliore fotografia è andato a “Dietro palla o dietro porta” perchè “se la fotografia è rendere duraturi e vivi i soggetti e i temi ripresi e catturarne in profondità le emozioni e i significati quella di Dietro palla o dietro porta ha raggiunto pienamente il suo scopo: in un documento filmico dove i materiali sono disparati (interviste, immagini dirette, repertorio) la fotografia ha avuto la capacità di amalgamare le rese cromatiche e di unificarle – senza tradire la realtà di personaggi complessi – in un impasto visivo funzionale e profondamente forte e suggestivo”.
Il premio “Andrea Pazienza” è stato attribuito a “Le ultime ore del Che” di Romano Scavolini perché “è un’opera che ricompone sul piano storico e documentale le ultime ore di vita di Ernesto Che Guevara secondo le linee di una controinchiesta le cui immagini appaiono trattate con calcolata intelligenza formale”.
Il premio della rivista Cineforum a “Tra due terre” di Michele Carrillo “per il racconto di un problema attuale (quello dell’identità culturale e nazionale di una famiglia tra due mondi) attraverso la storia autentica di personaggi umanamente riconoscibili e mostrati con forza, pudore e verità”.
Due sono stati i documentari degni di menzione, “Figli di Roma città aperta” di Laura Muscardin e “L’ultimo padrino” di Marco Amenta.

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