SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 9 ottobre 2005, Samb-Fermana. Prima dell’inizio delle ostilità i ragazzi della Curva Massimo Cioffi distribuiscono dei volantini presso le entrate di tutti i settori del Riviera delle Palme. La giornata, oltre a costituire un impegno assai delicato per gli uomini di ‘Nanu’ Galderisi, inaugura infatti l’entrata in vigore, anche in riviera, dei fantomatici tagliandi nominativi (la società in ogni caso la prossima settimana, nel corso del vertice che si terrà in Prefettura, tenterà di ridurre la capienza dell’impianto al di sotto delle 10mila unità, in modo tale da aggirare la fastidiosa ‘incombenza’, ndr).
La Nord protesta contro il famigerato decreto antiviolenza del ministro Giuseppe Pisanu e comunica che d’ora in avanti, in casa come in trasferta, esporrà, al posto dei consueti striscioni dei gruppi che compongono la geografia della curva nostrana, un’unica scritta recitante “Difendi il tuo ideale, lotta per la libertà!?.
Oltre al citato messaggio, viene riproposto, sopra le inferriate del primo anello – in luogo de Il Tempio del Tifo – lo slogan “Ultras d’Italia non molliamo!?.
Di seguito riportiamo integralmente il comunicato diffuso dalla Curva Cioffi.
“Una protesta, un dissenso, un opposizione…Vogliamo difendere con i denti la nostra passione, il nostro stile di vita. Manifestiamo tutta la nostra rabbia verso questo decreto (ormai diventato legge) che svuota gli stadi e che mina i nostri più semplici diritti. Siamo l’unico paese al mondo in cui non si vendono biglietti il giorno stesso della partita, l’unico paese al mondo in cui occorre esibire un documento per comprare un tagliando. Tutti schedati, tutti sotto controllo.
La repressione ci vuole vincere con tutti i mezzi, anche i più assurdi ed illeciti. Noi abbiamo una testa, un cuore, una dignità, e nessuno può toglierci il diritto di andare allo stadio a modo nostro! In piedi, in casa e in trasferta, sotto il sole o la pioggia…la curva è il nostro posto, la voce è la nostra arma.
Uno striscione unico in tutte le gare dove sarà di scena la Samb, nessun atro vessillo appeso. Abbiamo scelto questa forma di protesta per difendere noi stessi e soprattutto il diritto di essere semplici tifosi!
Mai schiavi, mai domi, mai vinti…Ultras ultimo grido di libertà!?
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Il brutto momento (tecnico e societario) che vive il sodalizio rossoblù, unitamente al citato decreto antiviolenza – a proposito: abbiamo notato alcune persone riprendere la via di casa, dopo aver constatato (non sapevano) la chiusura dei botteghini del Riviera – regalano all’impianto marchigiano un colpo d’occhio decisamente in tono minore, come forse non si vedeva dai tempi della C2. Non aiutano, ma questa non è una novità, la cinquantina, o giù di lì, di fermani al seguito. Esposti gli striscioni di Brigate Gialloblù, Nucleo, Ricercati, oltre alla scritta di protesta all’indirizzo del proprio presidente “+ Battaglioni – spettatori? e a “Diffidati con noi?.
La curva rossoblù accoglie la Samb odierna – lutto al braccio per i giocatori rivieraschi in memoria del piccolo Alessio Persico, tragicamente scomparso in settimana (i Baldi Giovani gli dedicano lo striscione “In cielo brilla una piccola stella Ciao piccolo Alessio?) – con cori che li invitano a tiare fuori gli attributi. Poi tanta voce a sostegno della maglia, mentre in tribuna spesso si sottolineano gli errori di qualche effettivo di casa con fischi di disapprovazione. Arriva, dopo appena 17 minuti, la rete del vantaggio rivierasco messa a segno da Scandurra, ma la Nord ancora una volta rimarca l’atteggiamento intrapreso oggi, non scandendo, come di consueto, il nome dell’attaccante al momento dell’invito da parte dello speaker del Riviera.
Medesima condotta dopo la rete del raddoppio, di lì a poco, di Nico De Lucia. Intanto, nonostante il doppio passivo, gli ospiti non smettono di incitare i canarini e vengono premiati con il gol del 2-1 di Staffolani che seppure non smorzi la consueta passione della Nord, innervosisce la tribuna rossoblù.
Quanto alla curva di casa lo spartito è quello anticipato alla vigilia: sostegno deciso e generoso sino al 90°, solo dopo verranno tirate le somme, nonostante i padroni di casa palesino più di qualche difficoltà, specie in difesa.
La ripresa si apre con due striscioni di marca rossoblù, uno del Nucleo all’indirizzo dei biglietti nominali, l’altro invece firmato dall’onda d’Urto, piuttosto pepato, contro il capitano Gianluca Colonnello.
Il gol del 3-1 di Scandurra, su rigore, sembra da subito chiudere le sorti dell’incontro e allora le due fazioni cominciano a beccarsi con insistenza, con momenti di grande ironia come quando la Nord mostra al settore dirimpettaio paia di scarpe brandite in aria.
Ennesimo messaggio griffato dall’Onda d’Urto, stavolta contro i ‘cugini’ canarini: “Ai raduni non ci andate…perché in Italia nulla contate!?. Di lì a poco arriva il gol del 3-2 degli ospiti che però non muta gli equilibri sugli spalti, vale a dire con i sostenitori di casa a farla da padroni e gli ospiti poco convinti nell’incitare la propria squadra.
A pochi minuti dal termine l’Onda srotola un’altra scritta contro i tagliandi elettronici: “Biglietti nominativi: dei nostri diritti siamo privi!?. Segue una bella sciarpata. In concomitanza però con le indicibili sofferenze finali della Samb, si sfilaccia il sostegno della Nord che non riesce a trasmettere la necessaria continuità al settore.
L’incontro finisce tra mille sofferenze, ma il Riviera delle Palme dimostra di non aver apprezzato lo spettacolo offerto dagli undici rossoblù, visto che al loro indirizzo ci sono fischi ed improperi, soprattutto da parte della tribuna.
ABBONAMENTI. A margine segnaliamo la sorpresa che abbiamo avuto nel costatare l’incremento di abbonamenti, al momento della lettura, in sala stampa, dei dati ufficiali in merito ai paganti della sfida odierna. Anziché i 1.659 ufficializzati al termine dell’incontro al cospetto del San Marino di due settimane fa, oggi ne sono stati dichiarati 1.714. La dirigenza rossoblù, interpellata, ci ha semplicemente spiegato che le tessere sono state ricontate una seconda volta. L’errore dunque è stato commesso in precedenza.

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