SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il calcio torna alle origini, ovvero al concetto di gioco: con la manifestazione “Sei Bravo a… Scuola di Calcio?, che prenderà il via il prossimo 23 ottobre, 29 società giovanili, e precisamente le squadre dei Pulcini (8-10 anni), avranno la possibilità di svolgere interessanti confronti, tutti imperniati sulle regole calcistiche, ma con delle opportune variazioni che serviranno a stimolare sia l’aspetto espressamente ludico che quello relativo all’intelligenza calcistica.
La manifestazione è stata illustrata alla folta platea dei responsabili tecnici delle scuole calcio del Comitato locale della Figc durante un incontro che si è tenuto presso la sala parrocchiale “Sant’Antonio di Padova? nella serata di giovedì. Ad illustrare le modalità del gioco, alla presenza del presidente del Comitato locale Giuseppe Azulmi, sono intervenuti Floriano Marziali, responsabile tecnico regionale dell’attività di base del settore giovanile e scolastico, e Giuseppe Malaspina, che ricopre il medesimo ruolo a livello provinciale.
La manifestazione, che si svolgerà su due fasi (una autunnale, il 23 e 30 ottobre e l’11 dicembre, ed una primaverile), prevede due diversi tipi di giochi: il “gioco a confronto? (1 punto per ogni rete realizzata) e il “gioco a partita? (1 punto per ogni rete più 3 punti in caso di vittoria o 1 punto in caso di pareggio). Per ciascuna partita si prevedono delle fasi di gioco offensive e difensive (non sempre il numero dei giocatori delle squadre attaccanti e difensori si equivale). Lo scopo dei diversi tipi di gioco è quello di stimolare, nei ragazzi, lo spostamento senza palla, il passaggio rapido, e il continuo ribaltamento dei ruoli (attacco-difesa).
Le squadre partecipanti saranno divise in quattro gironi, le cui vincenti parteciperanno alla “Festa di Primavera?, e quindi una ulteriore festa Nazionale a Coverciano, durante la seconda settimana di giugno. Ma non è l’aspetto agonistico quello che deve risaltare, sia perché si tratta di bambini ancora in tenerà età, sia perché, come spiegano Marziali e Malaspina: “Questi giochi, utilizzati da più di 15 anni in Italia e anche all’estero, rappresentano dei mezzi utili alle attività didattiche e alla formazione delle competenze proprie dei giovani calciatori?.

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