SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Continua la “crociata? del Sen. Amedeo Ciccanti a tutela delle vittime dell’usura. Nel mirino del parlamentare è finito il Commissario Straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura che, secondo l’interrogazione rivolta al Ministro dell’Interno, non aiuta le prefetture, nel caso specifico quella di Ascoli, a far rispettare la legge.
Secondo i fatti richiamati dal Sen. Ciccanti, sembra che i provvedimenti prefettizi di sospensione dei pagamenti (tutti i pagamenti!) emessi a favore delle vittime di usura, per consentire loro di avere un certo respiro economico in un congruo periodo di tempo, in realtà non vengono rispettati dai destinatari (INPS, INAIL, banche, ENEL e creditori vari), rendendo sterili i provvedimenti stessi.
Il Sen. Ciccanti ha chiesto al Ministro: se le Prefetture non sono in grado di far rispettare i propri provvedimenti, chi deve intervenire? Può essere la vittima dell’usura ad avere la forza di farli rispettare, se non ci riesce la stessa Prefettura?
Il Commissario Straordinario invocato dalla Prefettura di Ascoli per sapere come uscire da tale “empasse? non risponde, per cui la vittima dell’usura ha due carnefici: l’usuraio e la burocrazia.
Un gioco di specchi a cui il Senatore Ciccanti non intende sottostare.

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