SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati da parte della Procura di Ascoli, per la morte del piccolo Alessio Persico, il bambino di cinque anni precipitato lunedì sera e annegato nel vano di un ascensore in costruzione in un edificio commerciale di via Pasubio, a Porto d’Ascoli.
Si tratta di “iscrizioni tecniche” che rappresentano il primo atto di un indagine che potrebbe rivelarsi molto complessa.
I primi riscontri effettuati dagli inquirenti hanno accertato che il luogo in cui è avvenuto l’incidente non risulta essere totalmente in regola con le condizioni di sicurezza richieste per il cantiere (posto sotto sequestro subito dopo il ritrovamento del corpo del piccolo Alessio).
Nelle prossime ore la magistratura potrebbe disporre una verifica tecnica approfondita dell’area in questione, da affidare all’Ispettorato provinciale del lavoro.
Il tragico incidente è avvenuto lunedì sera: erano le 19.30 circa quando la madre del bimbo, intenta a fare acquisti nel negozio ‘Bricofer’, ha perso di vista il figlio.
Dopo tre ore di angosciose ricerche, la tragica scoperta del corpo del bimbo, caduto forse mentre stava inseguendo una palla e finito probabilmente annegato nell’acqua mista a fango depositata nel fondo di un piccolo vano in costruzione posto nell’area sottostante il centro commerciale, coperto in superficie solo da alcune aste di legno.
Intanto, questo pomeriggio alle 16 si sono svolti, nella Chiesa dell’Annunziata di Porto d’Ascoli, i funerali del piccolo Alessio. Ad officiare il rito e a pronunciare l’omelia il parroco Don Gianni Croci. Davvero tante le persone che si sono strette attorno della famiglia del bambino, partecipando al loro profondo dolore. Molti hanno assistito alla cerimonia sul sagrato della Chiesa.

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