“Molti di voi sono già a conoscenza della proposta che è stata presentata congiuntamente dai sindacati di categoria (F.I.BA.-SI.B.- OASI) i quali hanno chiesto per noi, aumenti sostenibili, ( da chi.???) questo tradotto in cifre vuole dire un aumento del canone demaniale pari al 150 – 200% (verificabile dalla loro proposta ) che dovremmo pagare (secondo loro) solo noi che abbiamo piccole concessioni (quelle maggiormente diffuse sui nostri litorali), a favore delle grandi e mega concessioni. Cosi magistralmente rappresentate, ed è solo questo il motivo che giustifica la nostra presenza a questo incontro, perché oggi vogliamo manifestare pubblicamente tutta la nostra contrarietà nei confronti della soluzione proposta dai cosiddetti sindacati di categoria dalla quale noi ci siamo dissociati, perché convinti che bisognava continuare ad insistere affinché venisse annullato il provvedimento che prevede lo sconsiderato aumento del canone demaniale, riproponendo e battendoci per la definitiva applicazione della legge 494 del 93 resa esecutiva dal d.m 342 del 98, legge attualmente in vigore e che riteniamo sia quella che, se giustamente applicata, dia le maggiori garanzie a tutti noi concessionari di spiaggia e alle bisognose casse dello Stato, in quanto i suoi criteri di applicazione sono rispondenti alle varie valenze turistiche, alle diverse realtà economiche, tipologiche, strutturali ed ambientali che oggi esistono sulle spiagge dei litorali Italiani.
Questo incontro di oggi doveva essere l’occasione per manifestare la nostra contrarietà agli aumenti dei canoni, dando così seguito alle iniziative di protesta fatte in alcune località balneari come, quella di fine Luglio, riuscitissima, organizzata da noi aderenti all’I.T.B. Marche, denominata “Ri-chiudiamo l’ombrellone contro l’aumentone?, che ha visto la partecipazione di molti bagnanti consapevoli di essere loro stessi le principali vittime degli aumenti dei canoni demaniali.
Noi invece siamo qui a partecipare ad un convegno organizzato congiuntamente dai sindacati di categoria qualche giorno prima del 31 ottobre, oltretutto in una sede come questa, molto importante, catalizzatrice dei diversi interessi collegati al turismo balneare come il “Sun-Mare? di Rimini per assistere alla disfatta sindacale della nostra categoria.
Decisamente ci aspettavamo, da parte dei sindacati, una azione diversa, congiunta, incisiva e risolutrice, finalizzata a scongiurare i vostri oramai certi aumenti dei canoni demaniali.
In questo consesso dovevamo far sentire ancora più forte la nostra voce , le nostre preoccupazioni per il futuro del turismo balneare perché sarebbero state qui amplificate, adoperando appunto questa cassa di risonanza per fare arrivare le nostre proteste che esprimono in modo inequivocabilmente il nostro NO alla risoluzione del Governo, mentre, incredibilmente, noi siamo qui a contestare i nostri stessi sindacati di categoria per le loro insindacali, non eque, non congrue e sconcertanti proposte che stanno dividendo la categoria……. ASSURDO !!!
Infatti, ripetiamo, gli aumenti risultano improponibili e formulati in un momento di vera crisi economica per il settore turistico balneare che ha bisogno di maggiori investimenti sia da parte nostra che dello Stato, per la salvaguardia delle coste, della sicurezza in mare, dell’ambiente, che necessiterà, in futuro, di servizi innovativi, strutture qualificate e moderne, attrezzature all’altezza delle nuove esigenze dei turisti, e, con la possibilità di praticare prezzi competitivi ed adeguati a fronteggiare la crescente concorrenza straniera..
Comunque, noi siamo qui, convinti dell’assoluta inopportunità del salasso prospettato dai sindacati di categoria e maggiormente contrari a quello predisposto dal Governo, per questo ribadiamo, la nostra volontà di continuare a dire no e vogliamo ancora sottolineare a tutti i colleghi di badare bene alla proposta formulata dai sindacati di categoria, che non deve essere valutata solo sulle cifre prospettate perché, siamo sicuri che non saranno accettate, ma soprattutto per il modo in cui verrà effettuato il calcolo dei canoni al solo fine di permettere allo Stato di incassare i 140 milioni di euro.
Dalla proposta risulta evidente che chi più ne ha, di arenile, meno paga, un concetto vantaggiosissimo solo per i nostri rappresentanti sindacali (mega o grandi concessionari) i quali hanno così “contrattato? il proprio aumento sulle spalle di noi piccoli concessionari di spiaggia, è questo il sistema di calcolo, inversamente proporzionale, che ci penalizzerà nel tempo, ogni qual volta lo Stato avrà bisogno di fare cassa, noi saremo costretti a subiremo purtroppo le peggiori conseguenze ………. INACCETTABILE!!!
In conclusione……. Questi signori, non solo non razzolano bene, ma parlano anche male!!”

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