ANCONA – Con l’accusa di aver sequestrato, sgozzato e poi gettato in un lago della Toscana una donna cinese di 25 anni, Xu Xuequin, moglie di un imprenditore cinese immigrato a Grottammare, Janhua Lai, per motivi legati al controllo del mercato del trattamento dei jeans, il pm della procura distrettuale antimafia di Ancona Rosario Lioniello ha chiesto il rinvio a giudizio di quattro cinesi. Sono accusati anche di concorso in rapina e detenzione di armi.
I fatti risalgono al 2004, e l’udienza preliminare si terrà il 17 ottobre davanti al gip di Ancona Francesca Grassi. Gli imputati sono la presunta organizzatrice e basista del sequestro una donna di 28 anni, e i tre esecutori materiali del blitz.
Il commando fece irruzione per rapinarlo in casa dell’imprenditore, titolare di una lavanderia industriale. Ma trovando solo 5 mila euro, i malviventi decisero di prendere in ostaggio la donna, chiedendo poi al marito un riscatto di 600 mila euro. Uno dei sequestratori venne però riconosciuto dalla donna, che lo aveva avuto alle sue dipendenze. Forse proprio per questo la banda uccise l’ostaggio poche ore dopo il rapimento.

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