SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il posticipo dello stadio Picco di ieri sera tra Spezia e Giulianova manda in archivio la giornata numero cinque in serie C1. Numeri ancora una volta affatto strabilianti, ma in un contesto come quello italiano nel quale tra pay tv, estati all’insegna di iscrizioni a rischio, ricorsi e compagnia bella, decreti antiviolenza e chi più ne ha ne metta, è già tanto che ancora ci siano fedelissimi disposti a tutto pur di presenziare gli impianti dove si esibisce la squadra del cuore.
Inutile continuare a d insistere sull’argomento: quotidiani nazionali e non (per esempio il francese Le Monde) hanno già ampiamente disquisito sul calo di spettatori cui il pallone nostrano è, per sua stessa colpa aggiungiamo, vittima. Una constatazione: i biglietti nominali ci paiono destinati a svuotare ancora di più gli stadi italiani (le curve della penisola si sono già schierate in tal senso, mostrando, ogni domenica, striscioni contro il decreto Pisanu); e un suggerimento: perché non tentare la via del dialogo, anziché continuare ad intraprendere la strada del muro contro muro (da una parte il ‘sistema’, dall’altra gli ultras)?
Tralasciando simili congetture, crediamo che nell’immediato una delle soluzioni più percorribili sia quella adottata dalla Lucchese che ha deciso di ribassare i prezzi dei tagliandi: al Porta Elisa per una curva serve appena 1 euro; aggiungendone altri 14 ci si assicura addirittura l’abbonamento per il citato settore. I risultati non hanno tardato ad arrivare: l’impianto toscano è tornato a riempirsi come non si vedeva da anni a Lucca.
Siamo convinti che molte altre società, specie in serie C, dove la concorrenza della tv a pagamento è alta e soprattutto destinata a mantenersi tale se al più presto non si interverrà, dovrebbero allinearsi a una tale condotta: quella del ‘recupero’ dell’affetto e della fedeltà dei tifosi, stanchi oramai di doversi soggiogare a logiche che nulla hanno a che fare col calcio.
Ma torniamo ai numeri della quinta domenica del campionato di terza serie. Genoa e Napoli quando non si esibiscono tra le mura amiche costituiscono ugualmente un significativo polo catalizzatore. Tradotto: dove giocano c’è il pienone e non solo in virtù del robusto seguito di sostenitori di cui possono avvalersi. 7.558 per Novara-Genoa, 6.091 a Pistoia per Pistoiese-Napoli. E a proposito del Comunale, l’impianto arancione ieri ha rischiato di essere protagonista del primo episodio di sospensione di una gara, a causa di uno striscione contro il presidente della Lega Franco Carraro che l’arbitro Celi aveva richiesto, invano, venisse rimosso – solo adesso se ne sono accorti?, verrebbe da chiedersi, visto che il popolo azzurro contesta, in maniera pesante, il numero uno del calcio italiano dalla passata stagione. Per la cronaca: il match ha avuto inizio lo stesso, anche se con circa un quarto d’ora di ritardo.
Medaglia di bronzo per il Picco che ha salutato la neocapolista Spezia con 4.634 presenze. Non male, in considerazione anche del fatto che l’incontro era trasmesso su Raisat. Bene anche Foggia, a dispetto della brutta classifica dei satanelli: allo Zaccheria erano in 4.339. di poco superiore alle 4mila unità (4.057) l’Arechi di Salerno, svuotato dal pessimo avvio di stagione degli uomini di Costantini. In 3.814 a Lucca, mentre a San Benedetto erano in 3.055. Un calo vistoso, quello del pubblico rossoblù, rispetto alle passate annate – dopo tre incontri al Riviera la media è di 3.209 unità a partita – ma i motivi, molteplici, sono chiari e conclamati: assuefazione alla categoria, mancanza di certezze (soprattutto in estate…) a livello societario, incognite pure a livello prettamente tecnico, giro di vite che si espleta in decreti antiviolenza e affini che certamente stanno inficiando, come detto, la passione e i numeri di tutti gli stadi nostrani.
I restanti undici impianti scendono al di sotto delle 3mila unità e comunque, fatta eccezione per il Matusa di Frosinone (2.827) e il Menti di Castellammare di Stabia (2.125), gli altri dati sono davvero poca cosa: 2.025 a Cittadella per l derby veneto tra i granata ed il Padova, 2.000 circa a Sesto San Giovanni (altro derby, stavolta è quello lombardo tra Pro Sesto e Pro Patria), 1.698 a Pavia, 1.757 a Lanciano, 1.500 a Massa Carrara (ufficiosi), 1.360 a Martina, 1.274 a San Giovanni Valdarno, 1.100 circa a Teramo, 486 a Pizzighettone.

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