SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La pericolosità del fiume Tronto torna a far discutere riportando alla memoria di quanti hanno vissuto l’alluvione del 1992 episodi che ci si augura restino un lontano drammatico ricordo. Pubblichiamo un intervento di Antonio Bernardini, residente nella zona “a rischio? e titolare di un’impresa edile collocata nelle vicinanze del fiume Tronto, il quale teme alluvioni che danneggerebbero gravemente la zona sud di Porto d’Ascoli e la vicina Martinsicuro.
Rivolgiamo un pressante appello a tutti gli Enti interessati alla sistemazione del fiume Tronto. Prima del verificarsi dell’alluvione del 1992 nessun ente si era mai interessato allo stato di pericolosità del fiume, senza alcuna preoccupazione per le conseguenze relative alle possibili inondazioni, che inevitabilmente si sono verificate.
Quando poi si verificò il disastro, erano ritenuti colpevoli tutti, tranne coloro che avrebbero dovuto occuparsi della condizione in cui si trova attualmente il fiume. Basta infatti osservare con attenzione il tratto a monte del ponte sulla SS16 per poter notare che non esiste più un alveo idoneo al libero scorrimento delle acque, ma una fitta vegetazione con piante che hanno una certa consistenza, per cui in caso di piena, eventuali oggetti e tronchi trasportati dal fiume possono disporsi di traverso e, trattenuti dalle numerose piante, possono formare un serio ostacolo al normale deflusso delle acque, che di conseguenza strariperebbero e provocherebbero inondazioni.
Chiediamo quindi agli enti competenti di provvedere in tempo ad eliminare gli elementi di impedimento al libero corso del fiume, rimuovendo gli alberi e la fitta vegetazione spontanea sorti sul suo letto, nonché una considerevole quantità di terra sul alto sinistro del corso d’acqua, entro gli argini, a circa 800 metri a monte del ponte della SS16 (terra che dovrà essere tolta durante i lavori di rifacimento degli argini, e che in caso di piena ostacola il normale deflusso).
Con la situazione attuale non è da stare assolutamente tranquilli ed ogni volta che vi è minaccia di abbondanti piogge, noi che viviamo e operiamo nelle immediate vicinanze corriamo il serio rischio di subire enormi danni.
Ci auguriamo che il nostro appello sia motivo di responsabilizzazione e colpevolezza nei confronti di chi dovrebbe operare nel giusto verso fin dalla data odierna e non dopo l’eventuale verificarsi di gravi calamità.

Antonio Bernardini

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