SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal primo gennaio 2007 partiranno i finanziamenti previsti dai nuovi Fondi Strutturali Europei 2007-2013. La riforma per questo periodo prevede un monte di finanziamenti per 336,3 miliardi di Euro finalizzati soprattutto ad una programmazione pluriennale.
A differenza del passato non sarà applicata la ripartizione delle risorse per microzone e quindi è prevista l’elaborazione di strategie coerenti applicabili ad intere regioni. In sostanza scompaiono gli obiettivi 1 e 2 che vengono sostituiti da :
– regioni inserite in obiettivo “Convergenza e competitività?, per una riduzione del divario tra “i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite o insulari, comprese le zone rurali? (in Italia : Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), alle quali è destinato il 78% (262 miliardi di euro) delle risorse disponibili;
– regioni inserite in obiettivo “Competitività regionale e occupazionale? per il rapido cambiamento e la ristrutturazione economica e sociale, la globalizzazione del commercio, la tendenza verso un’economia ed una società basate sulla conoscenza, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento dell’immigrazione, la carenza di manodopera in settori fondamentali ed i problemi d’inserimento sociale ( in Italia tutte le Regioni ex obiettivo 2 e 3 e le Regioni in “Phasing in?) , alle quali è destinato il 18% (60 miliardi di euro) delle risorse disponibili;
– “Cooperazione territoriale europea? per raggiungere un alto livello di integrazione armoniosa ed equilibrata sul territorio dell’Unione sostenendo la cooperazione alle quali è destinato il 4% (14 miliardi di euro) delle risorse disponibili.
Ogni Stato membro dovrà dotarsi di un Piano Strategico Nazionale frutto di una consultazione in tutte le Regioni interessate che dovranno anch’esse elaborare un proprio Piano Strategico pluriennale coinvolgendo le Province e gli Enti locali.
Nel nostro caso, essendo la nostra Regione inserita nei nuovi obiettivi, dovremo anche noi partecipare all’elaborazione del Piano strategico.
Considerando che la Provincia di Ascoli è quella che, nelle Marche, maggiormente sta soffrendo di una fase recessiva e di diminuzione occupazionale corre l’ obbligo di avere una più rilevante attenzione e concentrazione di finanziamenti da parte della Regione.
Prendendo atto di questo viene spontaneo pensare al destino della città di San Benedetto che non ha più gli organi politici e democratici in grado di elaborare e presentare, con il concorso della Provincia, un proprio piano territoriale e corre così il rischio di perdere questo appuntamento o di entrarci quando i giochi sono ormai fatti ed avere per almeno i prossimi dieci anni una scarsità di risorse da destinare allo sviluppo economico o a risolvere problemi antichi quali la viabilità, l’ erosione e l’inquinamento della costa, l’area Sentina, le foci dell’Albula e del Tronto, il porto, le aree demaniali, le aree industriali ed artigianali.
Chi deve assumersi l’onere di questa programmazione?
Ad oggi la Provincia, mentre la Regione ha già un impianto di Piano pronto, è in forte ritardo di consultazione degli Enti interessati, i Comuni nemmeno sanno l’ esistenza di questi Fondi, le Associazioni sindacali di categoria e la Camera di Commercio chi le ha viste?, i raggruppamenti partitici si contendono le poltrone senza avere idee in testa.
Esiste la possibilità che qualche Istituzione prenda a cuore il futuro di questa area e promuova a ritmi serrati un confronto che si trasformi in un documento, in una lista della spesa, da presentare per ottenere le risorse finanziarie necessarie al nostro territorio prima che sia troppo tardi?
* ex assessore alla attività produttive e imprenditore sambenedettese

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