In dirittura d’arrivo la battaglia legale tra l’imprenditore sambenedettese Alberto Panichi, le banche e, pare, alcuni giudici i cui nomi per ora restano segreti.
In seguito a dettagliate denunce del Panichi, la procura di L’Aquila ( alla quale Ministero di Giustizia e procura generale di Ancona, hanno dato l’incarico di indagare perché competente quando ci sono di mezzo rappresentati di giustizia) ha infatti provveduto ad iscrivere nel registro degli indagati i presunti responsabili, secretando però i nomi avvalendosi dell’articolo di legge 335, 3 bis. Articolo che, per specifiche esigenze attinenti all’attività di indagine, prevede il segreto delle iscrizioni per un periodo non superiore a tre mesi e non rinnovabile.
Il tempo previsto sta per scadere e, quindi, si avvicina sempre più il giorno della resa dei conti di una vicenda che ha visto negli ultimi anni l’imprenditore sambenedettese determinato a venirne a capo. Panichi è convinto che scrupolose indagini, alle quali per 15 anni ha fornito un suo notevole contributo, possano portare a conoscere tutta la verità. Verità che dovrebbero, a suo parere, ridargli l’onore ingiustamente e apparentemente perso.
Una battaglia a colpi di carte bollate che gli ha procurato molta sofferenza oltre all’esborso di tantissimi euro. Negli anni ottanta il signor Panichi è stato uno degli imprenditori più stimati ed in vista del nostro territorio.
In via di conclusione anche una vicenda minore che lo riguarda: il contenzioso tra Panichi e la banca Tercas alla quale l’imprenditore sambenedettese espose querela per tardiva riconsegna di alcuni assegni bancari. Il giudice Filippello ha respinto un’eccezione presentata dall’avvocato del direttore della banca, dopodiche ha autorizzato gli avvocati di Alberto Panichi a chiamare in causa la Tercas, in qualità di responsabile civile. La prossima udienza si terrà il 16 dicembre 2005

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