SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il caso del Piano di Assetto Idrogeologico (meglio noto come P.A.I.) del fiume Tronto, adottato dalla competente Autorità di Bacino e ora tornato in auge in vista di un possibile blocco edificatorio, si arricchisce ogni giorno di nuovi risvolti polemici. L’ex consigliere regionale dei Verdi, Pietro D’Angelo, tra coloro che nel ’92 portò alla luce le responsabilità relative all’esondazione del Tronto, prova a chiarire i punti oscuri di questa complessa vicenda: “Come al solito i problemi emergono quando si toccano certi interessi. Le perimetrazioni delle zone a rischio esondazione contemplate dal P.A.I. sono note da tempo, precisamente dal 2000. E infatti sono riportate nel piano di coordinamento comunale, nel Piano Idea e nel piano della Protezione Civile?.
“Perché si scatena solo ora il finimondo? – aggiunge D’Angelo – La risposta è semplice: sono scattate le norme di salvaguardia che mettono a repentaglio gli interessi di qualcuno?.
Sull’individuazione delle responsabilità politiche, l’esponente dei Verdi ha le idee chiare: “In questa vicenda emerge una certa latitanza dell’Amministrazione, che era a conoscenza del piano e che doveva fare tutte le osservazioni opportune. I nostri amministratori più che in mala fede si sono dimostrati sprovveduti?.
Il rischio di un blocco edificatorio è concreto e imminente secondo D’Angelo ma, nonostante ciò, non sembra tutto compromesso: “Non voglio creare allarmismi. Il P.A.I è uno strumento flessibile, si può rivedere in funzione di eventuali opere di messa in sicurezza. A tal proposito parla chiaramente l’art. 17 delle norme tecniche di attuazione del piano. Ciò non significa, tuttavia, che le perimetrazioni possano essere stravolte. Devono essere infatti necessariamente supportate da studi che certifichino che certe zone non sono esondabili. Sia chiaro, inoltre, che gli insediamenti in alveo non sono in alcun modo conciliabili con le opere di messa in sicurezza del Tronto?.
Insomma, dipende tutto dalla realizzazione di opere di messa in sicurezza del Tronto: “Se fossero state realizzate in tempo, oggi le perimetrazioni sarebbero molto ridotte. La Regione aveva stanziato, grazie alle sollecitazioni dei Verdi, 33 miliardi delle vecchie lire per eseguire queste opere. Per la verità, tra il ’97 e il 2000 il Genio Civile effettuò dei lavori di rafforzamento delle arginature. Oggi occorrono altri interventi, in primis la profilatura degli argini e il rifacimento dei ponti sulla Ss16 e sulla ferrovia. Il progetto esecutivo per il ponte sulla SS16 è stato terminato, si attende la convocazione della Conferenza dei Servizi da parte del Ministero delle Infrastrutture. Riguardo al ponte sulla ferrovia, entro il 30 ottobre doveva essere presentato il progetto definitivo ma allo stato attuale non abbiamo alcuna notizia in merito?.

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