SAN BENEDETTO – Forse era il momento meno indicato, con la Samb e l’intero ambiente a pensare a tutto fuorché al passato, magari non ha senso rimuginare su ciò che è stato e che poteva ancora essere, oppure valeva di più la pena crogiolarsi ancora sul nefasto pomeriggio lombardo. O magari nulla di tutto questo perché non si poteva rimanere indifferenti ad un pezzo della recente storia rossoblù impegnata, ieri pomeriggio, ad attraversare il celebre palcoscenico della serie A.
Mentre Martini e soci cadevano sotto i colpi della banda Sonzogni, Davide Ballardini, accompagnato dal fido secondo Roberto Beni, sambenedetese doc, oltre che dall’altro ex rossoblù La Rosa – nelle vesti di nuovo team manager del Cagliari – debuttava nella massima divisione italiana, al cospetto del Messina.
Un fantastico ‘tuffo’ in quella Sardegna ora abitata, vissuta e rappresentata; il tecnico ravennate è succeduto al corregionale Daniele Arrigoni, prima trasferitosi a Torino, poi ritornato, in luogo di Tesser, dopo il fallimento del sodalizio granata e infine di nuovo allontanatosi dall’isola, suo malgrado, a causa dei pessimi rapporti con gli ultras sardi.
Anche Ballardini è stato ad un passo dal ritornare. Ma in riva all’Adriatico. Sempre mare è. Avrebbe avuto un che di comico, o magari sarebbe stata la più logica delle conseguenze dopo l’addio di Hector Alberto Ortega. Fatto sta che in una calda mattina dei primi giorni di agosto si consumò l’incontro con Umberto Mastellarini: il numero uno di Viale dello Sport voleva di nuovo con sé il figliol prodigo di Arrigo Sacchi, ma ostacoli di natura economica si impedirono il buon esito della trattativa.
“Quando parlai con il presidente – concorda il tecnico di Ravenna – la Samb aveva già assunto altre persone e non poteva farsi carico di ulteriori oneri: avrei difatti voluto lavorare con il mio staff tecnico, mi sembrava una cosa logica. In ogni caso mi è molto dispiaciuto, sarei tornato molto volentieri e per un attimo c’ho pure creduto. La Samb ha comunque trovato altre persone altrettanto valide?.
Ballardini è sempre lo stesso, fuori e dentro. Cappellino e occhiali scuri d’ordinanza, la pacatezza, l’equilibrio, l’aplomb di sempre. Lo slang, quello tipico, romagnolo che tante volte è rimbombato tra le quattro mura della sala stampa intitolata alla memoria di Sabatino D’Angelo, ora impareranno a conoscerlo anche a Cagliari. Magari di lui apprezzeranno pure il bel calcio che ha sciorinato in riviera.
Mister, dopo un inseguimento durato in pratica tutta l’estate, se l’aspettava più la chiamata del Cagliari?
“Onestamente no – risponde sincero – ero in contatto con un paio di società di serie B, ma quando ho ricevuto la telefonata dalla Sardegna non ci ho pensato nemmeno un attimo?.
Com’è andato il debutto? Emozionato per aver esordito nella massima serie?
“E’ andato tutto bene, a parte un gol che non c’hanno dato e che invece c’era (di Esposito, ndr). Ero talmente concentrato sulla partita che non ho avverto più di tanto l’emozione del momento; solo quando, in occasione del mio rientro dagli spogliatoi il pubblico cagliaritano mi ha applaudito. Curva, distinti e tribuna, tutti insieme. Mi ha fatto estremamente piacere perché non mi aspettavo quegli applausi?.
L’impatto con lo stadio Sant’Elia è stato quindi buono?
“Direi di sì, in ogni caso debbo dire che la gente di San Benedetto mi aveva abituato bene in questo senso. Diciamo che mi aveva già allenato ad un impatto e a delle emozioni come quelle che ho vissuto ieri. Una curva come quella del Riviera non la trovi da tante altre parti, ragion per cui non ho avvertito grosse differenze?.
Mister parliamo di Samb. Ha avuto modo di conoscere Galderisi nel corso del master di conseguimento del patentino da allenatore a Coverciano. Che idea ha di lui? La Samb ha scelto bene?
“Non lo conosco in maniera approfondita come persona, né come tecnico, nel senso che non so quali siano i suoi metodi di lavoro, mentre posso dire che una persona molto simpatica e intelligente?.
Però Ballardini conosce parte della rosa che Galderisi ha a disposizione.
“La conosco – ribatte prontamente l’allenatore del Cagliari – e credo che la Samb possa disputare un buon campionato. I ragazzi che avevo con me l’anno scorso hanno qualità tecniche e morali che mi fanno pensare questo. A loro si sono aggiunti buoni giocatoti come Scandurra, Paolucci e Perrulli. La Samb di quest’anno poi, occorre sottolinearlo, ha potuto iniziare a lavorare per tempo, e nonostante i ‘problemi’ a livello societario maturati nel corso dell’estate, è davvero un grosso vantaggio rispetto alla Samb dell’anno passato?.
Mister, a proposito di vicissitudini societarie. L’anno passato che ruolo ha avuto la società nei successi della sua Samb?
“Importante, come è naturale che sia. Mi piace però ribadire come riuscimmo, intendo la squadra, a creare un connubio coi tifosi che ha costituito una forza disumana per la Samb. Quanto agli attuali problemi societari mi auguro che Mastellarini, che è persona capace e corretta, riesca a garantire quella continuità indispensabile per portare avanti un progetto. Credo comunque che finché terrà lui le redini, Mastellarini costituirà quella garanzia di serietà che ritengo alla base dei successi?.
Avrà letto della pesante sconfitta patita ieri dai rossoblù sul campo del Monza.
“La sconfitta di ieri non va drammatizzata, anzi sei punti dopo quattro partite non sono pochi. L’importante è essere chiari con la gente sin da subìto. Da quel che so Galderisi ha parlato di salvezza e ha fatto bene se ha ritenuto questo essere l’obiettivo alla portata dei giocatori che ha a disposizione, anche perché la gente di San Benedetto odia essere presa per i fondelli, dall’alto del suo attaccamento alla squadra, e merita un grande e profondo rispetto?.
Le lasciamo uno spazio conclusivo da dedicare esclusivamente proprio ai tifosi. Un messaggio a loro e alla città.
“Ci tengo davvero tanto a ringraziare i tifosi e tutta San Benedetto per l’affetto, il sostegno e la stima che mi hanno dimostrato l’anno passato. Non finirò mai di ringraziarli perché se ho raggiunto la notorietà, se sono stato richiesto da categorie superiori, lo devo esclusivamente al pubblico rossoblù che mi è sempre stato vicino e mi ha permesso di ottenere tutto quello che ho adesso. Un grazie anche la squadra che ho allenato l’anno scorso?. Firmato Davide Ballardini.

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