MONZA – Non deludono mai. La partita del tifo pende praticamente sempre dalla loro parte; la trasferta di Monza non ha fatto eccezione. Si trattava del primo viaggio nel quale occorreva procurarsi biglietti nominativi – equivale in pratica ad una grande e globale schedatura di massa – visto che il Brianteo ha una capienza che supera di gran lunga le 10mila unità (18.568, per la precisione). I sostenitori della Samb, nonostante questo non trascurabile aspetto e in barba alla brutta sconfitta patita dai rossoblù domenica scorsa, si sono mossi in almeno 250. Tre pullman e mezzi privati unitamente a qualche tifoso che ha raggiunto la Brianza dal Nord Italia.
Giunti a destinazione con un paio di decine di minuti di anticipo, i tifosi nostrani hanno attaccato in curva Nord – settore del Brianteo adibito agli ospiti – i consueti striscioni da trasferta: Onda d’Urto, Nuova Guardia, Baldi Giovani, Fedain, Nucleo, Grottammare, Milano, Samballati e Diffidati. Tutti però rigorosamente al rovescio, in segno di protesta contro il decreto antiviolenza del ministro Pisanu. A tal proposito compare uno stendardo con su scritto “No al decreto?, cui fa seguito, a partita in corso, la scritta firmata A.C.A.B. che recita “Col documento o senza….è sicura la nostra presenza?.
Di contro, in curva Davide Pieri, gli ultras monzesi arrivano sì e no ad essere numericamente alla pari con i marchigiani; di certo sono meno colorati, visto che nell’inferriata della Sud compaiono solo gli striscioni di Sab, Monza Biancorossa e le scritte Ultras e Davide Pieri. Completa il quadro uno stendardo del Foggia, tifoseria da decenni gemellata con quella biancorossa, anche se non riusciamo a scorgere la presenza di sostenitori pugliesi.
In tribuna, l’unico settore del Brianteo gremito (dove peraltro l’argomento principe sembra essere il Milan impegnato allo stadio Marassi contro la Sampdoria; della serie: dura la vita del tifoso monzese d.o.c…), visto che i distinti si presentano desolatamente vuoti, sono posizionati Monelle Biancorosse e Monelli per caso, gruppi che però si mescolano tra la folla senza quindi denotare un atteggiamento minimamente ultras.
Per l’occasione, nonostante i padroni di casa possano festeggiare il primato della propria squadra, non viene preparato nulla di particolare; bandiere e stendardi sia da una parte che dall’altra – ci si deve accontentare di questo, visto che ormai il fumogeno è diventato fuorilegge.
Da subito Onda e soci palesano una netta superiorità per quel che concerne l’aspetto della compattezza e dell’incisività nello scandire i cori. Di più: i bandieroni e le bandierine in curva Nord conferiscono agli ospiti anche una nota di colore più marcata.
Per carità, i brianzoli vanno comunque elogiati perché non smettono un attimo di cantare – complice il risultato a loro favorevole, termineranno la gara in crescendo -, ma sono ben lungi dal portamento, in termini ultras, decisamente più sicuro ed efficace, degli US: il primo coro, al solito, dedicato a Massimo Cioffi e, soprattutto, l’affascinante “Mettetevelo in testa: la Samba siamo noi?, magistralmente accompagnato da ripetuti battimani, ne sono la testimonianza.
Le due fazioni, nell’ignorarsi reciprocamente – mai in passato ci sono stati screzi particolari e in ogni caso Monza e Samb, e dunque le rispettive tifoserie, non si incontravano dall’89 – si prodigano nel sostegno dei propri beniamini. A metà primo tempo però, a dispetto di un “Noi vogliamo questa vittoria? di marca sambenedettese che rimbomba fragoroso all’interno dell’impianto biancorosso – a proposito: l’acustica è buona, nonostante le curve non siano propriamente ‘attaccate’ al campo di gioco – il Monza si porta in vantaggio. Non accusa il colpo la torcida nostrana, mentre in casa brianzola mostra maggiore vivacità la tribuna, la quale tenta in più occasioni di dare una mano a Sab e company.
La ripresa comincia ancora peggio, perché dopo nemmeno dieci minuti la partita è in pratica archiviata, alla luce degli altri due gol incassati dalla formazione di mister Galderisi. Cresce il sostegno dei padroni di casa, cui tuttavia non tocca livelli impressionanti, ma non demordono i rivieraschi che, saggiamente, non inferiscono sulla già provata Samb, molle, poco graffiante e nervosa.
Si va avanti coi cori (fra gli altri perfino il celeberrimo Blu; da non crederci) e con due belle sciarpate – questa è mentalità – finché l’arbitro non manda tutti negli spogliatoi; scene di giubilo per il Monza ed i suoi tifosi, al contrario quando gli undici vestiti di rossoblù provano ad andare a cercare l’applauso dei propri sostenitori, per tutta risposta si trovano di fronte 250 paia di spalle girate. “Meritiamo di più? è la colonna sonora dell’amaro, ma quanto più giustificato, epilogo del pomeriggio lombardo.

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