SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella Sala dell’Amministrazione Provinciale in Largo Danubio, a Porto d’Ascoli, si è tenuto un incontro nel quale sono state discusse le Problematiche delle Esondazioni della zona Valle del Tronto. Hanno preso parte alla riunione i Tecnici che operano a qualsiasi titolo a Porto d’Ascoli e gli Esponenti Sociali della Comunità locale.
Preoccupati dalla recente adozione del piano stralcio per la difesa dalle problematiche idrogeologiche dei cittadini della Valle del Tronto, tutti i partecipanti hanno formulato severe critiche tecniche e sociali sull’operato degli enti tutti preposti (Comune ed Autorità di Bacino) ed hanno espresso auspici di solleciti interventi che riducano l’impatto negativo delle norme emanate il 20/07/05.
Ampi consensi sono andati al Prof. Bruno Menzietti, Sindaco di Monteprandone, che ha illustrato il difficile e tortuoso rapporto della sua Amministrazione con l’Autorità di Bacino, segnalando la necessità di ingenti spese tecniche per elaborare studi idrogeologici indispensabili per modificare le norme.
L’ing. Guidi Massi ha auspicato che la politica raccomandi agli enti di tutelare il cittadino in maniera preventiva e non punitiva; cioè si utilizzino gli studi idrogeologici per programmare le opere necessarie alla tutela del territorio e vengano elaborate le condizioni per la libera utilizzazione dei suoli, questo è lo spirito della legge che vuole la tutela del cittadino e non le coercizioni.
Forte l’auspicio dei presenti che la Regione partecipi in maniera determinante a queste spese necessarie per dare il giusto senso alle sommarie indicazioni dell’attuale piano emanato dall’Autorità di Bacino; pure opportuno l’intervento dell’Amministrazione Provinciale perché possa svolgere un ruolo primario nell’azione di coordinamento fra i necessari studi idrogeologici dei vari comuni ed il comitato tecnico istituzionale dell’ente.
Alcuni Tecnici hanno sollecitato l’autorità competente alla pulizia del fiume Tronto, particolarmente nella parte terminale dal ponte ANAS al mare, generalmente affidata alla provincia di Teramo perché si tolga il tappo al libero corso del fiume.
Il ponte ferroviario costituisce inderogabilmente il vero grande tappo e la problematica di realizzazione del nuovo ponte sembra ferma o molto rallentata dal “distinguo? tra ferrovia e delegati dell’Autorità di Bacino.
Unanime la raccomandazione di incoraggiare tutti a fare tempestive osservazioni tecniche e sociali (ricorsi) all’Autorità di Bacino nel termine perentorio del 18/10/05; è possibile fare riserva di rimettere ulteriori integrazioni ai ricorsi.
Il ricorso base lo deve fare l’Amministrazione Comunale e per essa l’Ingegnere Capo Germano Polidori.
L’ex Vice Sindaco Pasqualino Piunti di AN ha assicurato che l’Ingegnere è già al lavoro per presentare una esaustiva documentazione, ma i Presidenti dei comitati di quartiere hanno raccomandato di indicare una Commissione tra i Tecnici presenti perché affianchi l’ing. Polidori e perché non vadano disperse le molte osservazioni dei qualificati Tecnici intervenuti all’incontro.
La Commissione dovrà anche interloquire con l’Autorità di Bacino e con tutte le forze politiche della città perché i Tecnici possono proporre le iniziative necessarie ma solo i Politici possono attuarle.
La problematica della collegialità e della concertazione è stata giustamente raccomandata dall’esponente del Ds Giovanni Gaspari: ovunque e comunque l’unione fa la forza.
Sono stati indicati quali componenti della Commissione, l’arch. Albino Scarpantoni, l’arch. Nicola Piattoni, l’ing. Angelo Massi e l’arch. Francesco Galieni; la Commissione potrà essere integrata.
Sarà anche compito della Commissione controllare e promuovere l’andamento dei lavori previsti con il contributo per la bonifica degli argini del fiume di 33 miliardi di lire ed ancora non inutilizzati.
La Commissione dovrà periodicamente riferire ad una assemblea popolare di zona di tutti quanti gli interessati, Tecnici, Aziende e Privati.

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