SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Termina il matrimonio tra lo svizzero Elvir Melunovic, portato in Italia lo scorso luglio dall’ex consulente di mercato rossoblù Vincenzo D’Ippolito, e la Sambenedettese. Il 26enne centrocampista, che nel corso delle sua carriera ha militato a lungo nella massima divisione elvetica, rescinde consensualmente il contratto biennale firmato e ritorna in Patria, dopo aver collezionato appena una presenza (Samb-Novara) nel corso della stagione da poco iniziata. E pensare che al momento del suo ingaggio venne dipinto dalla dirigenza nostrana come il classico fiore all’occhiello della campagna di rafforzamento.
L’attuale direttore sportivo rivierasco Giuseppe Dossena spiega che “Melunovic voleva giocare, non aveva intenzione di continuare a fare panchina; da parte nostra non potevamo garantirgli il posto da titolare e dunque si è preferito arrivare, in pieno accordo, all’interruzione del rapporto?.
Il centrocampista, già in Svizzera, dove in dicembre spera di trovare una nuova squadra, naturalmente della massima divisione, si dice molto dispiaciuto per l’addio alla Sambenedettese: “E’ un vero peccato – afferma convinto – volevo fare bene in Italia, ero venuto con grandi motivazione, ma vista la situazione non avevo altra scelta. Sono abituato a giocare, ho militato nelle fila della Nazionale elvetica, vengo da otto stagioni di serie A svizzera, non mi piace stare in panchina né tanto meno in tribuna?.
“Contro il Novara – continua Melunovic – all’esordio ho giocato titolare e abbiamo vinto, a Teramo mi sono accomodato in panchina, contro lo Spezia sono addirittura stato spedito in panchina; nel corso della mia carriera questo non mi era mai successo?.
Lo svizzero rivela poi, con tono venato da un che di polemico: “Ho parlato con Galderisi dopo Teramo, gli ho detto che non ero abituato a stare fuori, lui mi ha risposto che dovevo restare tranquillo e continuare ad allenarmi bene; ero andato in panchina perché voleva vedere i nuovi giocatori. Quando poi domenica scorsa ho constatato la nuova esclusione ho capito: se un allenatore spedisce in tribuna un giocatore significa che non gli serve, ho troppa esperienza per non comprenderlo?.
“Ora sono a casa mia – conclude l’ex rossoblù – sono tranquillo, ho già contattato tre squadre di serie A con le quali mi allenerò sino alla fine dell’anno, dopodiché vedrò se accettare o meno una loro eventuale proposta?.

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