Oggetto: proroga termini di presentazione delle tariffe balneari 2006 – Riclassificazione spiagge
Con riferimento alla richiesta del 3 settembre 2005 di pari oggetto, si precisa che il termine del primo ottobre per l’inoltro delle comunicazioni dei prezzi è stabilito dall’articolo 2, comma 1 della legge regionale numero 12/1997. Ne consegue che il differimento del suddetto temrine può avvenire solo con uan modifica legislativa che comporta un iter complesso e di lungo periodo. Si porta a conoscenza di Codesta associazione comunque che, ai sensi del secondo comma del predetto articolo 2, gli operatori balneari hanno la facoltà di comunicare, entro il primo marzo 2006, a modifica di quelli inoltrati entro il primo ottobre, i prezzi che intendono praticare dal primo giiugno dello stesso anno.
Per quanto concerne a richiesta di classificazione delle spiagge nella categoria c), questo servizio attende che il tavolo Governo/Regioni insediatosi per esaminare la questione relativa all’aumento dei canoni demaniali, stabilisca i nuovi criteri per il calcolo degli stessi, secondo logiche poderate e perequative.
Con i migliori saluti
Il Dirigente del Servizio Dottoressa Laura Pierini

Giuseppe Ricci*
Siamo veramente sconcertati dalla risposta pervenutaci dalla Regione Marche riguardante la nostra richiesta di spostamento della data (primo ottobre) per la presentazione delle tariffe balneari in data successiva, l’eventuale risoluzione dei canoni demaniale (in scadenza entro il 31 ottobre 2005) e di conseguenza, la lecita richiesta di una riclassificazione in categoria C di tutte le spiagge marchigiane.
Come è noto, tale richiesta è stata formulata per non continuare a pagare un canone che risulta superiore a tutte le altre località turistiche balneari italiane, una penalizzazione per noi imprenditori turistici marchigiani che non ci permette di essere competitivi nel mercato di riferimento.
Accettare le nostre proposte avrebbe significato dare un segnale politico forte al Governo affinchè annulli il provvedimento.
Manifestiamo il nostro dispiacere in quanto sicuri di non avere bisogno di mere spiegazioni tecniche, ma di atti politici concreti che possano salvaguardare il lavoro di tante persone impiegata nel settore turistico balneare e dell’intero indotto.
Noi imprenditori turistici speriamo che, in un breve futuro, ci siano risposte concrete e di spessore politico adeguato, alle gravi problematiche che stanno mettendo in crisi il settore turistico balneare.

*Coordinatore I.T.B Marche

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