Politica. La situazione ristagna. Nessuno si lamenta. Sembra che l’mministrazione di una città interessi soltanto i partiti e chi vuol diventare prossimamente sindaco o consigliere comunale. Nessun movimento, nessuna iniziativa cittadina indipendente che lanci seriamente grida di allarme. Menefreghismo totale. Le cosiddette liste che, al di là dell’appartenenza ai vari partiti, si formeranno in prossimità delle prossime elezioni, dovrebbero, a parer mio, entrare in azione molto prima delle tornate elettorali. Con le loro azioni apartitiche riceverebbero sicuramente una maggiore credibilità. O no. Mentre sto scrivendo queste righe mi viene in mente però che l’uomo non è più portato ad impegnare il proprio tempo per la comunità: chi per egoismo chi perché non crede più ai valori racchiusi nel significato letterario della parola ‘politica’. Chi non appartiene a nessuna delle due categorie, alzi la mano. Io non la alzo. Potrebbero alzarla i sacerdoti, i missionari religiosi e non, per esempio, ma il loro impegno è rivolto all’anima o agli emarginati più che alla socialità. Magari, partendo da lì, qualche passetto avanti potremmo farlo.
Samb. Raffreddatisi dopo la sconfitta interna tanti entusiasmi, si è tornati alla normalità e cioè ad un’euforia contenuta. I problemi ci sono e devono essere risolti con la massima chiarezza. La famiglia Mastellarini si è espressa ora servono soluzioni in grado di garantire stabilità ad una Samb che, non dimentichiamolo, ha sfiorato i play off, ed due volte li ha disputati negli ultimi tre anni. Un iter che solitamente porta, in tempi più o meno brevi, al salto di categoria. Non disperdiamo quindi quanto seminato. Se i Mastellarini non riusciranno a trovare aiuti adeguati nel segreto delle trattative private, la situazione (economica, tecnica ecc.) va resa pubblica in tutti i suoi aspetti anche in quelli apparentemente innominabili.
Cronaca sportiva. I fatti che ieri hanno visto un’azione di forza di alcuni tifosi rossoblu nei confronti di un’improbabile campagna publicitaria a San Benedetto del Tronto dell’Ascoli calcio hanno generato una piccola polemica interna con alcuni commenti alla nostra descrizione dei fatti. Premesso che la parola “facinorosi” non è stata usata (lo riconosciamo) a proposito, chiarisco ad un lettore che, scusandomi per la parola sbagliata, non ho messo in dubbio che si fosse trattato di provocazione. Ma che stavo semplicemente usando la parola più “dolce” per definire il grave errore di valutazione in cui è incorso l’Ascoli Calcio. A meno che non sia uno straniero a gestire promozione e marketing dei nostri rivali sportivi bianconeri.

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