SAN BENEDETTO – Contro il caro-gasolio un’alleanza fra autotrasportatori, agricoltori e pescatori. È la richiesta che Associazione Nazionale Artigiani e Piccole e Media Imprese del trasporto merci (FITA) ha avanzato al Governo centrale e alla Regione Marche in un momento in cui, fra caro gasolio e costi di gestione sempre più onerosi, la categoria si sente con l’acqua alla gola. Dall’inizio dell’anno, nelle Marche hanno cessato l’attività di autotrasportatori ben il 4% delle imprese iscritte alla Camera di Commercio. Questo l’allarmante dato emerso nel corso dell’Assemblea elettiva provinciale della Fita che si è tenuta la scorsa domenica nella sala del Consiglio comunale di San Benedetto del Tronto.
Nel corso dell’assemblea gli autotrasportatori della Fita hanno inoltre eletto presidente provinciale della categoria Andrea Capriotti, mentre il direttivo che lo affiancherà sarà composto da: Nazzareno Calvaresi, Filippo Cinciripini, Simone Frenquello, Aldo Matricardi, Piero Narcisi, Domenico Petrucci, Piero Ripani, Felice Tossici, Giacinto Travaglini, Gianni Urbinati.
La mobilitazione della Fita, insieme a azioni di mediazione, sia a livello nazionale, sia a livello regionale, è stata ribadita dal Presidente regionale Fita/Cna, Lucio Barattini e dal Segretario regionale, Ermanno Santini. Il Presidente provinciale Cna, Algeo Marcozzi, ha invece messo l’accento sull’impegno della Cna per approntare una piattaforma di rivendicazione finalizzata a sostenere le imprese dell’autotrasporto.
“Registriamo un forte malcontento della categoria – ha precisato il neopresidente provinciale FITA/CNA, Andrea Capriotti – se le cose continuano così molte imprese non vedranno la fine dell’anno. Nelle Marche le azioni di protesta hanno avuto sempre un seguito importante perché la FITA ha lavorato bene. In questo momento più che mai dobbiamo far sentire agli autotrasportatori che siamo vicini a loro in questa situazione veramente drammatica. Sono indispensabili interventi a sostegno della categoria riguardo al gasolio ma anche alla gestione amministrativa delle imprese?.
All’assemblea è stata inoltre rivendicata con forza la contrarietà alla completa liberalizzazione dell’attività dell’autotrasporto, non solo per garantire la sopravvivenza di chi opera correttamente nel settore, ma anche per poter meglio affrontare i temi legati alla sicurezza stradale e alle garanzie che offrono operatori provenienti dall’area UE, Slovenia prima fra tutti.

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