SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sono le storie belle del calcio. Succede che un giocatore al quale vieni preferito si fa male, trovi posto, fai bene e riesci a ritrovare la fiducia dell’ambienteâ€?. Così Domenico Di Dio fotografa il felice momento che sta vivendo in riva all’Adriatico dopo due stagioni e mezzo, quelle collezionate in rossoblù dal campionato 2001-‘02 ad oggi (in mezzo Perugia, Catania e Pisa), a dir poco tribolate. Alla buona prestazione di Teramo di dieci giorni fa, ne ha fatta seguito un’altra più che apprezzabile – a dispetto del risultato – contro lo Spezia che, autoritario, si è imposto al Riviera.
Da due domeniche, complice l’infortunio alla caviglia di Antonio Rosati, l’estremo difensore campano difende la porta della Samb, quella porta che pure non avrebbe più dovuto vedere, se non, al limite, da avversario. Di Dio era infatti da tempo sulla lista dei partenti, in virtù dell’elevato ingaggio, postumi della gestione Gaucci, che detiene; dopo la parentesi toscana con la maglia del Pisa, dove peraltro ha fatto la comparsa, visto che arrivato in gennaio dopo poco si è infortunato – “uno strappo di quattro centimetri al quadricipite; fuori due mesi e mezzoâ€?, puntualizza –, lo scorso luglio si è unito nel ritiro di Cingoli con il resto della squadra, pur sapendo che la dirigenza marchigiana ne auspicava un’imminente cessione. Alla fine però è rimasto.
“Da parte mia ho sempre detto di voler rimanere – precisa il diretto interessato – Sono molto attaccato alla Samb e a San Benedetto che ormai considero la mia città adottiva (da circa un anno ha acquisito la residenza, ndr); devo molto alla Samb perché qui sono cresciuto professionalmente e anche se è una piazza difficile sa darti stimoli e motivazioni superiori a tante altre città. Preferisco fare panchina qui piuttosto che altrove, preferisco i fischi di diecimila persone piuttosto che gli applausi di dieci. Quest’anno comunque ho avuto la fortuna che è cambiato lo staff tecnico e dirigenzialeâ€?.
Il discorso converge sulla situazione contrattuale del portiere rossoblù.
“Quando c’era D’Ippolito – argomenta Di Dio – lui mi giudicava in base a quelle che erano le esigenze economiche della società. Forse aveva l’interesse a portare in rossoblù calciatori di cui deteneva la procura. In ogni caso ci tengo a precisare che con il presidente Mastellarini a livello umano ho sempre avuto un bel rapporto. So e sapevo delle difficoltà della società, l’anno passato mi sono in pratica dimezzato l’ingaggio proprio per questo motivo ed ora sono pronto a riparlarne. Quando? Non lo so, da parte mia ho già dato la massima e totale disponibilitàâ€?.
E a proposito dell’anno passato, Di Dio non dimentica di aver vissuto una porzione di stagione assai tormentata dopo l’infortunio occorso a Spadavecchia. Ritrovatosi di colpo titolare – dalla trasferta di Martina Franca – le sue presenze sono coincise con sconfitte e critiche, da parte di stampa e tifosi, all’indirizzo della squadra e, soprattutto, nei suoi confronti, tanto che la dirigenza ha prima provveduto ad ingaggiare dal Latina Ivano Cortelli e poi a rimettersi nelle mani e nell’esperienza di Francesco Mancini.
“Nel corso del torneo passato – spiega Di Dio – sono stato sfortunato ad entrare in un momento difficile per tutta la squadra. Quando si prendono tanti gol poi l’occhio va subito sul portiere che ha un ruolo particolare. Ma ho un carattere forte, non mi abbatto facilmente, ho saputo rialzarmi e maturare anche in seguito a determinate critiche piuttosto ingiuste. Non mi riferisco a quelle concernenti l’aspetto puramente tecnico, bensì a quelle inerenti la mia vita, la mia professionalità�.
“Sono stato accusato di stare a San Benedetto a rubare i soldi – continua il portiere rossoblù – di fare la bella vita, di ‘svernare’ insomma. Questo mi ha fatto veramente male; ora voglio dimostrare che non è così, posso anche essere scarso, ma a questa maglia tengo molto e credo di averlo dimostrato domenica scorsa scendendo in campo con 38 e più di febbre.â€?.
Quel rapporto con l’ambiente incrinato cui faceva riferimento Di Dio, anche e soprattutto con la tifoseria rivierasca, potrebbe tornare a rasserenarsi a suon di parate. La maglia degli ultras sotto la divisa da gioco sfoggiata domenica scorsa, al termine di Samb-Spezia, ne è la testimonianza?
“Me l’ha regalata un tifoso e mi ha pregato di indossarla. Non so se la maggioranza della curva stia dalla mia parte o meno, so solo che i tifosi li ho sempre apprezzati. Del resto come fai ad avercela con della gente che fa tanti sacrifici per seguire la squadra, che ti sostiene numerosa in casa come in trasferta?! Non ce l’ho con loro, intendo solo dimostrare a tutti che l’anno passato si sbagliavano sul mio conto�.
La concorrenza con Rosati è insomma più che mai nel vivo. Di Dio intende difendere con le unghie e con i denti la maglia da titolare. E a tal proposito le ultime prestazioni gli hanno forse dato maggiore consapevolezza del fatto di potersi giocare il posto. Non è vero?
“Onestamente mi sono sentito sin dal primo giorno in grado di competere con Rosati, per il semplice motivo che anche lui è giovane e San Benedetto è una piazza difficile nella quale non puoi permetterti di sbagliare. Ha incontrato e incontrerà le mie stesse difficoltà. Viviamo una situazione simile�.
Pensiamo al futuro. La prossima gara vi mette di fronte la capolista Monza. Cliente scomodo.
“Tutte le squadre sono difficili da affrontare, anche se indubbiamente loro stanno attraversando un bel momento. Credo comunque che ci faccia bene sentirci un poco più scarsi degli avversari; in questo modo dobbiamo sempre dimostrare quel qualcosa in più�.
In Brianza per un pronto riscatto. Qual è la ricetta di Domenico Di Dio?
“Per riscattarci dobbiamo stare uniti – risponde prontamente – non mollare sino all’ultimo minuto e aiutarci a vicenda. Credo che la sconfitta contro lo Spezia ci abbia insegnato molto; dopo le due vittorie in avvio di campionato, inconsciamente abbiamo avuto un approccio sbagliato alla partita coi liguri, a Teramo eravamo più carichi e invece domenica scorsa nel constatare la loro superiorità ci siamo avviliti troppo. Dobbiamo fare tesoro di questi erroriâ€?.
BORSINO ROSSOBLU’. Ne pomeriggio la Samb ha ripreso a lavorare in vista dell’impegnativa trasferta di Monza. Tutti a disposizione di mister Galderisi, si sono allenati a parte Martini, Perrulli, Tedoldi e Rosati. Per i primi tre solo un leggero affaticamento, mentre l’ex portiere del Lecce è ancora alle prese con la caviglia in disordine. Appare improbabile il suo recupero per la sfida allo stadio Brianteo.
In ultimo segnaliamo che giovedì pomeriggio la Samb effettuerà la consueta amichevole infrasettimanale sul campo di Atri Pineto, contro la locale formazione abruzzese (Eccellenza).

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