Samb. Sconfitta giusta, anzi sacrosanta contro uno Spezia chiaramente superiore. Mentre fino a sabato sembrava un campionato tutto rose e fiori, adesso la situazione si è completamente capovolta o quasi. Questo nelle sensazioni generali anche se la realtà suggeriva già una situazione precaria, sia tecnica che societaria. Tecnica perché la rosa a disposizione parla abbastanza chiaro. Cito due esempi in particolare: nel torneo scorso il centrocampista De Rosa stentava a trovare un posto in squadra oggi è titolare insostituibile, Femiano trovò spazio soltanto dopo l’infortunio di Zanetti, oggi dovrebbe essere lui il perno difensivo e senza Canini a fianco. La stessa cosa per Tedoldi che occupava il suo ruolo naturale di laterale destro non proprio da titolare fisso, oggi dovrebbe dirigere il centrocampo come centrale. Erano in campo anche nelle prime due gare? E’ vero ed appunto per questo molti pareri unanimi affermano che sono state più sorprendenti le vittorie che la sconfitta di ieri. Nei miei stessi giudizi precedenti avevo affermato le stesse cose dicendo che difesa e centrocampo reggevano perchè uno straordinario e mai visto Martini (e anche Scandurra) li metteva nelle condizioni ideali per dare il massimo. La storia non poteva che finire. Ora sta a tutti capitalizzare al meglio la netta sconfitta. La società? Dicendo gli attuali dirigenti che non sono in grado di portare a termine il campionato senza indebolire ulteriormente la squadra hanno praticamente denunciato una piaga, la cui entità sarebbe da mettere trasparentemente sul piatto, a disposizione della città. Qualcosa si sta muovendo, anche se il primo esempio di collaborazione è venuto da fuori, da quel Paolo Stanislao, al quale non si capisce bene perché, l’estate scorsa non è stata venduta l’intera Samb. Sinceramente, pur non avendo in mano nulla a sfavore del broker romano, la sua presentazione di ieri in sala stampa mi è sembrata un fulmine a ciel sereno o la quiete dopo la tempesta. Fate voi. Tornando alla trasparenza di cui parlo spesso credo oramai che il signor Paterna debba tenere, insieme ad Umberto Mastellarini (che si sta prodigando al massimo delle proprie forze) una conferenza stampa per farci capire bene le sue strategie che non possono essere assolutamente legate al futuro del suo Pescara. Per esempio: se Martini finiva al Pescara, cosa incassava la Samb? Praticamente niente. Se ben ricordate Zerbini e Scandurra tornarono al Perugia senza incrementare le casse rossoblu. Avete mai visto un dirigente che paga se stesso per un suo calciatore? Io voglio troppo bene alla Samb per trascurare certi particolari. Mi sono dilungato troppo ma mi è sembrato necessario per dare i giusti meriti alla famiglia Mastellarini che, in certe occasioni, mi sembra abbia le mani legate. Credo che una loro proposta di restare in sella, trovando in città i sostituti di D’Ippolito e Paterna, sia cosa gradita da tutti gli sportivi sambenedettesi, possibili nuovi dirigenti compresi.

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